
Nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’attentato compiuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’ex editore e imprenditore Valter Lavitola, nei cui confronti è stata eseguita una perquisizione dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati.
Secondo l’ipotesi degli investigatori, Lavitola potrebbe aver avuto il ruolo di mandante dell’attentato. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati telefoni cellulari e computer, che saranno ora sottoposti ad accertamenti tecnici per verificare l’eventuale presenza di elementi utili alle indagini.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, aveva già registrato nei giorni scorsi una svolta con l’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna, ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di detenzione, porto e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con le aggravanti dell’azione compiuta da più persone e con modalità riconducibili al metodo mafioso. Le stesse contestazioni sono ora mosse, in concorso, anche a Lavitola.
Gli investigatori stanno ancora lavorando per chiarire il movente dell’attentato e ricostruire l’intera rete di responsabilità dietro l’episodio.
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