
Sono circa 12.300 i ragazzi e le ragazze della Sardegna chiamati ad affrontare l’ultimo passaggio dell’esame di Stato. Archiviata la fase delle prove scritte, si apre infatti quella dei colloqui orali, che nella maggior parte degli istituti dell’Isola prenderanno il via da domani 23 giugno, una volta pubblicati i risultati degli elaborati.
L’edizione 2025 della maturità sarà la prima a recepire pienamente le modifiche introdotte dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Le principali innovazioni riguardano proprio la prova orale. Fino allo scorso anno, infatti, chi aveva già raggiunto il punteggio necessario per la promozione poteva decidere di non sostenere il colloquio senza compromettere l’esito finale. Da quest’anno questa possibilità viene meno: il mancato svolgimento dell’orale comporterà automaticamente la non ammissione al diploma.
Cambia anche la modalità di apertura dell’esame. Viene definitivamente accantonata la formula dello spunto iniziale scelto dalla commissione e proposto a sorpresa. Al suo posto, ogni candidato dovrà avviare il confronto con una riflessione personale sul proprio percorso scolastico, valorizzando eventualmente gli elementi presenti nel Curriculum dello studente.

Conclusa l’introduzione, l’attenzione della commissione si concentrerà esclusivamente su quattro discipline individuate per ciascun indirizzo di studi e comunicate dal Ministero alla fine di gennaio. Una fase successiva sarà dedicata ai Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto), durante la quale i maturandi illustreranno le esperienze maturate nell’ambito della formazione scuola-lavoro. Seguirà quindi il momento riservato all’Educazione civica, con approfondimenti relativi alla Costituzione, ai diritti di cittadinanza e alle tematiche della sostenibilità ambientale. La durata complessiva della prova sarà compresa tra 40 e 60 minuti.
Per affrontare al meglio questa parte dell’esame, il portale specializzato Skuola.net suggerisce di preparare con cura il discorso iniziale, evitando qualsiasi improvvisazione. È consigliabile strutturare l’intervento e provarlo più volte a casa, verificando che rientri nei tempi richiesti dalla commissione, generalmente compresi tra cinque e dieci minuti. Sebbene non sia prevista una presentazione multimediale, riferimenti a esperienze personali, episodi significativi, attività sportive, lavorative o di volontariato possono contribuire a rendere più efficace l’esposizione.
Tra i cambiamenti introdotti figura anche il ridimensionamento dei collegamenti interdisciplinari. Gli studenti potranno continuare a proporli, ma non rappresenteranno più un passaggio obbligato come accadeva negli anni precedenti.

L’unico materiale che potrà essere preparato e portato da casa sarà la relazione, o in alternativa una presentazione multimediale, relativa alle attività svolte nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Il consiglio è quello di evitare una semplice elencazione delle mansioni svolte, privilegiando invece un racconto capace di mettere in evidenza competenze acquisite, esperienze significative e risultati raggiunti. L’esposizione dovrà essere sintetica ma completa e non superare i dieci minuti.
Le commissioni valuteranno inoltre la preparazione acquisita nell’ambito dell’Educazione civica. Per questo motivo è opportuno ripassare con attenzione gli argomenti affrontati durante l’anno scolastico. In alcuni casi potrebbe essere richiesta anche una presentazione multimediale dedicata. L’obbligo riguarda esclusivamente gli studenti ammessi all’esame con il sei in condotta.

Resta invariato il sistema di attribuzione del punteggio finale, espresso in centesimi e con la soglia della sufficienza fissata a 60 punti. Il risultato conclusivo deriva dalla somma di un massimo di 40 crediti scolastici maturati nel triennio finale, fino a 20 punti per la prima prova scritta, altrettanti per la seconda e ulteriori 20 per l’orale.
Il comportamento assume però un ruolo più determinante rispetto al passato. Per ottenere il massimo dei crediti scolastici sarà infatti necessario aver conseguito almeno nove in condotta.
Cambiano anche i criteri relativi ai bonus. I punti aggiuntivi passano da cinque a tre e potranno essere assegnati soltanto a chi raggiungerà almeno quota 90 al termine delle prove.
Per conquistare il traguardo del 100 e lode sarà invece necessario soddisfare requisiti particolarmente rigorosi: ottenere tutti i 40 crediti scolastici disponibili, conseguire il punteggio pieno nelle prove d’esame per un totale di 60 punti, non usufruire di alcun bonus e ottenere il consenso unanime della commissione esaminatrice.
@Letizia Demontis