
La Sardegna continua a perdere giovani e si conferma tra i territori italiani maggiormente colpiti dal fenomeno dello spopolamento giovanile. A evidenziarlo è un’elaborazione sui dati Istat pubblicata dal Sole 24 Ore, che fotografa una tendenza ormai consolidata: sempre più ragazzi e ragazze lasciano il Mezzogiorno per trasferirsi nelle aree del Paese che offrono maggiori opportunità di studio, lavoro e crescita professionale.
Tra il 2019 e il 2026 la popolazione compresa tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali si è ridotta del 7,6%, mentre nello stesso periodo il Nord Italia ha registrato un incremento del 4,8%. Un andamento che conferma come il divario economico e occupazionale continui a influenzare in maniera significativa le scelte delle nuove generazioni.

La situazione appare particolarmente critica in Sardegna. Nella graduatoria nazionale delle province che hanno perso più giovani negli ultimi sette anni, il Sud Sardegna registra il dato peggiore dell’Isola con una diminuzione del 13% della popolazione tra i 18 e i 35 anni. Un valore che colloca il territorio tra quelli maggiormente interessati dall’esodo giovanile a livello nazionale.
Anche Oristano figura tra le province più colpite, con una contrazione del 12,1%, un dato che la pone accanto ad altre realtà del Mezzogiorno segnate da una forte perdita demografica. Numeri che testimoniano una difficoltà crescente nel trattenere i giovani e nel creare condizioni favorevoli per il loro futuro professionale e personale.
Il fenomeno non riguarda soltanto la quantità dei residenti che lasciano l’Isola, ma anche la qualità delle competenze che vengono perdute. Sempre più spesso, infatti, a trasferirsi sono giovani laureati, professionisti specializzati e figure con elevati livelli di formazione che scelgono di costruire il proprio percorso in territori considerati più attrattivi sotto il profilo occupazionale.

Nel frattempo, province del Nord come Bologna, Milano, Bergamo, Modena e Reggio Emilia continuano ad attirare nuovi residenti grazie alla presenza di un mercato del lavoro più dinamico, di un tessuto produttivo forte e di importanti poli universitari.
Per la Sardegna il rischio è quello di vedere accentuarsi ulteriormente il processo di invecchiamento della popolazione e di impoverimento del capitale umano, con conseguenze che potrebbero riflettersi sul sistema economico e sociale dell’intera regione.
I dati confermano dunque una delle principali sfide che l’Isola dovrà affrontare nei prossimi anni: creare opportunità capaci di trattenere i giovani e, allo stesso tempo, attrarre nuove competenze, invertendo una tendenza che continua a svuotare il territorio delle sue energie più preziose.
@Redazione Sintony News