
Una svolta clamorosa rischia di ridisegnare l'assegnazione di una delle fortune più contese degli ultimi anni. Patrizia Reggiani, passata alla storia della cronaca nera e internazionale come "Lady Gucci", potrebbe rientrare in possesso dell'intero patrimonio della madre, Silvana Barbieri Reggiani, deceduta nel 2019 all'età di 90 anni. Il Tribunale civile di Milano, come rivelato dalle colonne del Corriere della Sera, ha infatti invalidato il testamento con cui l'anziana donna escludeva la figlia, destinando la stragrande maggioranza dei suoi averi – stimati in oltre 20 milioni di euro – a una fondazione istituita a ridosso della sua scomparsa.
La decisione dei giudici milanesi poggia su una prova tanto inaspettata quanto schiacciante: una registrazione audio rimasta nascosta per anni e catturata all'interno di una stanza d'ospedale.

La genesi di questo ribaltamento risale al 6 novembre 2018, giorno in cui l'atto notarile veniva redatto in corsia. A registrare l'intera sessione fu la governante di famiglia che, secondo quanto riferito in seguito, agì su esplicito mandato della stessa Silvana Barbieri. La novantenne le avrebbe chiesto di custodire quella traccia vocale in segreto e di consegnarla ai familiari solo in caso di future controversie legali sulla sua successione.
Il file è rimasto in possesso della dipendente fino a quando non è stato consegnato direttamente nelle mani di Patrizia Reggiani. L'ascolto e l'analisi tecnica del file hanno convinto la magistratura milanese a dichiarare la falsità ideologica del documento ufficiale, facendo crollare l'intero castello ereditario della fondazione.
I giudici del Tribunale di Milano hanno evidenziato una serie di macroscopiche difformità tra la realtà dei fatti registrata nel file audio e quanto invece messo per iscritto e certificato nel rogito notarile.

Le incongruenze principali che hanno spinto il Tribunale a dichiarare il testamento falso riguardano: l'impossibilità di firmare. Nel documento ufficiale si attestava che la testatrice avesse spiegato verbalmente di non poter apporre la propria firma a causa del grave decadimento fisico. Nel file audio, tuttavia, non vi è alcuna traccia di questa dichiarazione.
Dichiarazioni mancanti: Intere frasi e passaggi attribuiti a Silvana Barbieri all'interno dell'atto notarile risultano del tutto assenti nella registrazione ambientale della stanza.
Certificazioni non riscontrate: Ulteriori passaggi burocratici descritti dal professionista come avvenuti alla presenza dei testimoni non trovano alcuna corrispondenza sonora nel file della governante.
Queste distanze tra il racconto del notaio e la traccia audio sono state giudicate insanabili dal Tribunale, che ha così annullato l'efficacia dell'atto. La sentenza restituisce di fatto a Patrizia Reggiani lo status di erede legittima principale, azzerando le volontà espresse in quel letto d'ospedale e riaprendo una delle partite patrimoniali più complesse della recente cronaca milanese.
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