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1 Giugno 2026

Il Sindaco di San Giorgio sul Legnano: chiede a chi ha animali e non figli di donare 20 euro

Il sindaco di San Giorgio su Legnano, Claudio Ruggeri, ha proposto "provocatoriamente" un contributo volontario di 20 euro l’anno per cane o gatto a sostegno delle famiglie con figli

Ventidue ore di silenzio virtuale. Tanto è bastato per accorgersi che il profilo Facebook di Claudio Ruggeri, primo cittadino di San Giorgio sul Legnano, non gode esattamente di un seguito di massa. Eppure, le dichiarazioni affidate all'ultimo editoriale del periodico comunale avrebbero dovuto scatenare una tempesta di commenti, tra sostenitori della natalità a oltranza e paladini dei diritti degli animali.

La proposta del sindaco del piccolo centro milanese (circa 6.800 abitanti) è di quelle destinate a far discutere: chiedere alle coppie senza figli, ma proprietarie di un cane o di un gatto, un contributo economico volontario – quantificato in almeno 20 euro all'anno per ciascun animale – da destinare direttamente ai nuclei familiari con prole.

Ruggeri, che per primo ha voluto precisare di convivere con due gatti e di aver già effettuato la propria donazione, ha messo nero su bianco una riflessione sociologica destinata a sollevare più di una perplessità:

L'Italia che non fa figli, ma adotta cani

«Vediamo sempre più spesso giovani coppie che preferiscono allevare un animale di compagnia, forse perché meno impegnativo o, forse, per timore del futuro. Ognuno è libero chiaramente di fare ciò che desidera. Però dubito che il Labrador di casa vi possa, un giorno, pagare la pensione. Lo farà sicuramente il figlio o la figlia di qualcun altro».

Il primo cittadino ha poi rincarato la dose con un paragone fiscale. Escludendo la Tari, esiste a suo dire una fetta di cittadinanza che usufruisce dei servizi municipali solo occasionalmente, ad esempio per il rinnovo della carta d'identità. Da qui l'invito a sostenere la scuola primaria locale: a San Giorgio sono registrati circa 850 cani. Se ogni proprietario versasse la quota accennata, le casse comunali disporrebbero di un tesoretto extra per i 280 alunni delle elementari. Un'iniziativa presentata come "provocazione", ma che assomiglia molto da vicino a un processo alle intenzioni e a una surreale "tassa sul lusso" applicata agli affetti domestici.

L'editoriale del sindaco scivola su un terreno scivoloso, entrando nel merito di scelte intime e private come la genitorialità, e dando per scontato che l'adozione di un animale sia un'alternativa di comodo alla nascita di un figlio. Un parallelismo non solo contestabile sul piano etico – dinamica che in passato era costata critiche persino a Papa Francesco – ma smentito clamorosamente dai dati statistici.

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I più recenti rapporti di settore, come quelli di Assalco-Zoomark ed Eurispes, dimostrano l'esatto contrario di quanto sostenuto da Ruggeri: la presenza di animali domestici è statisticamente molto più alta e diffusa proprio all'interno delle famiglie con bambini, rispetto ai nuclei composti da soli adulti.

Prendendo come riferimento le proiezioni nazionali Istat (secondo cui il 22% delle famiglie italiane possiede almeno un cane, con una media di 1,3 quadrupedi a nucleo), a San Giorgio sul Legnano le famiglie con un cane sono circa 654, pari al 21% del totale dei nuclei residenti. Una percentuale perfettamente in linea, se non leggermente inferiore, alla media del Paese, che smonta l'ipotesi di un'"emergenza pet" locale a discapito delle culle.

Inoltre, i medesimi studi sottolineano come mantenere un animale domestico oggi rappresenti già di per sé una spesa considerevole per le famiglie, tra cibo, cure veterinarie e tassazione sui prodotti sanitari. Gravare ulteriormente su queste tasche per finanziare il welfare comunale rischia di apparire iniquo.

Piuttosto che erigere steccati tra genitori e proprietari di animali, un'amministrazione attenta alla coesione sociale avrebbe potuto promuovere la convivenza serena. Proprio le conclusioni del rapporto Eurispes offrono uno spunto di riflessione diametralmente opposto, che il sindaco Ruggeri potrebbe fare suo nel prossimo editoriale: accolto in una casa con bambini, un animale domestico non è il sostituto di un figlio, ma si trasforma in un formidabile alleato educativo, una vera e propria «scuola di empatia, pazienza e rispetto per l’altro» fondamentale per la maturazione delle nuove generazioni.

 

 

@Redazione Sintony News