
Giro di vite storico di Bruxelles contro i giganti del commercio elettronico. La Commissione Europea ha inflitto una sanzione da 200 milioni di euro a Temu, il colosso cinese dello shopping online. L'accusa è di non aver rispettato gli obblighi del Digital Services Act (Dsa), la legge europea sui servizi digitali, mostrando gravi negligenze nell'identificare e valutare i rischi sistemici legati alla vendita di merci illegali e pericolose sulla propria piattaforma.
Secondo l'esecutivo europeo, i cittadini comunitari che navigano sul sito corrono un'altissima probabilità di imbattersi in articoli non a norma.

A inchiodare l'e-commerce sono state le prove raccolte attraverso un'operazione di “mystery shopping”, un'indagine sotto copertura condotta da un'organizzazione indipendente. I risultati dei test di sicurezza sono stati allarmanti:
Giocattoli per bambini: un'alta percentuale presentava rischi di gravità medio-alta. Contenevano sostanze chimiche oltre i limiti di legge o parti staccabili con conseguente pericolo di soffocamento.
Caricabatterie: una quota elevatissima dei modelli selezionati ha fallito i test di sicurezza elettrica di base.
Per Palazzo Berlaymont, la valutazione dei rischi presentata da Temu nel 2024 è stata un semplice "esercizio burocratico". Il colosso cinese ha basato i suoi report su dati generali del settore e-commerce anziché su prove specifiche del proprio servizio, sottovalutando la frequenza con cui i consumatori europei acquistano prodotti nocivi. Sotto accusa sono finiti anche gli algoritmi di raccomandazione e le promozioni degli influencer affiliati, che avrebbero amplificato la diffusione degli articoli illegali.

Si tratta della multa più alta mai inflitta finora dall'entrata in vigore del Dsa, superando i 120 milioni comminati a X di Elon Musk nel dicembre 2025. Nonostante la cifra record, la sanzione è considerata "ben al di sotto" del limite massimo consentito dalla legge, che può raggiungere il 6% del fatturato globale del gruppo di appartenenza (Pdd Holdings).
I tecnici di Bruxelles hanno calibrato l'importo legandolo al numero enorme di utenti Ue di Temu e alla gravità dell'infrazione, concedendo tuttavia uno "sconto" per via del fattore tempo: il periodo contestato tra l'entrata in vigore degli obblighi e l'adozione delle misure è stato infatti giudicato relativamente breve.
La decisione di oggi chiude formalmente un procedimento aperto il 31 ottobre 2024. Ora la palla passa all'azienda, che dovrà seguire un iter rigidissimo per evitare ulteriori sanzioni pecuniarie periodiche:
Mentre prosegue la collaborazione con le autorità doganali e di vigilanza, Temu ha i mesi contati per ridisegnare la propria piattaforma e garantire la sicurezza dei consumatori europei.
@Redazione Sintony News