
Scatta il protocollo di massima allerta sanitaria in Lombardia. Il Ministero della Salute, in stretta coordinazione con le autorità regionali, ha attivato nelle scorse ore un rigoroso monitoraggio medico su due cittadini italiani appena rientrati da una missione in Uganda. I due, che presentano una sintomatologia severa, si trovano attualmente ricoverati in isolamento specialistico presso l'ospedale Luigi Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive e le grandi emergenze epidemiologiche.
A rivelare pubblicamente i contorni della vicenda è stata Serena Arrighi, sindaca di Lurate Caccivio – comune della provincia di Como da cui provengono i due pazienti –, nel tentativo di informare la cittadinanza e gestire con trasparenza le prime inevitabili preoccupazioni della comunità locale.

I soggetti sottoposti a controllo sono due cooperanti: un uomo di 30 anni e una donna di 33 anni. Secondo la ricostruzione dei fatti, i due sono atterrati all'alba presso l'aeroporto internazionale di Milano-Malpensa a bordo di un volo di linea proveniente da Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia, principale snodo per i collegamenti aerei con l'Africa orientale.
Già durante il viaggio, o immediatamente dopo lo sbarco, i giovani hanno manifestato un quadro clinico preoccupante. I sintomi registrati dai medici includono: febbre alta e persistente, vomito e nausea acuta, e brividi intensi stato di confusione mentale.
La concomitanza di questi fattori, unita alla provenienza geografica da un'area dell'Africa subsahariana considerata a rischio per diverse febbri emorragiche virali (tra cui il virus Marburg e l'Ebola), ha spinto i sanitari a far scattare immediatamente i protocolli di biocontenimento previsti per i casi sospetti.

Mentre l'équipe medica del Sacco è impegnata a eseguire i test di laboratorio necessari a identificare con assoluta certezza l'agente patogeno responsabile dell'infezione, la macchina della prevenzione si è mossa anche sul territorio comasco.
I parenti più stretti e i contatti diretti dei due cooperanti sono già stati rintracciati dall'azienda sanitaria locale e sottoposti a una misura preventiva di sorveglianza attiva e monitoraggio termometrico quotidiano. Al momento la situazione epidemiologica viene definita "sotto controllo" e circoscritta ai soli due pazienti ospedalizzati, in attesa dei responsi ufficiali della virologia milanese.
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