
Momenti di tensione sabato sera nei pressi della Casa Bianca, dove un uomo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti dei Servizi Segreti impegnati nella sorveglianza di uno dei checkpoint di sicurezza attorno alla residenza presidenziale. L’aggressore è stato colpito durante il conflitto a fuoco ed è morto poco dopo in ospedale. Nella sparatoria è rimasto ferito anche un civile, ricoverato in gravi condizioni.
L’episodio si è verificato mentre il presidente Donald Trump si trovava all’interno della Casa Bianca insieme ai suoi principali collaboratori per discutere del delicato dossier relativo ai negoziati con l’Iran.
Secondo quanto riportato dal New York Times, l’uomo che ha aperto il fuoco era già conosciuto dalle forze dell’ordine. Si trattava del 21enne Nasir Best, protagonista in passato di altri tentativi di avvicinarsi alla Casa Bianca. L’allarme è scattato intorno alle 18.10, mentre diversi giornalisti stavano effettuando collegamenti in diretta dai giardini della residenza presidenziale. Immediatamente è stato attivato il protocollo di sicurezza: i cronisti sono stati accompagnati nella briefing room e l’area è stata isolata dagli agenti.
Le forze di sicurezza hanno successivamente recuperato l’arma utilizzata dal giovane, un revolver. Best era già stato arrestato lo scorso giugno dopo aver bloccato un veicolo nell’area est della Casa Bianca. In quell’occasione aveva dichiarato agli agenti di “essere Gesù Cristo” e di voler essere arrestato. Dopo quell’episodio, un giudice aveva disposto nei suoi confronti un ordine restrittivo che gli vietava di avvicinarsi alla zona protetta.
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha espresso gratitudine ai Servizi Segreti e alle forze dell’ordine per il rapido intervento. Il presidente ha sottolineato come l’uomo avesse precedenti episodi di violenza e una “ossessione” per la Casa Bianca, ribadendo inoltre la necessità di rafforzare ulteriormente la sicurezza nella capitale federale.
L’episodio arriva a poche settimane da un’altra sparatoria verificatasi durante la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, alimentando nuove preoccupazioni sul livello di sicurezza attorno agli edifici istituzionali di Washington.
@Redazione Sintony News