
Con l'avvio della stagione turistica 2026 si ripresenta, puntuale, il fenomeno dei raggiri digitali legati all'accesso ai litorali più blindati della Sardegna. Nel mirino dei cyber-truffatori c'è ancora una volta la spiaggia della Pelosa, a Stintino, dove l'obbligo di prenotazione introdotto dal Comune per tutelare l'arenile è diventato il pretesto per una speculazione internazionale.
A far scattare l'allerta in questi giorni è il portale “La Pelosa Tickets” (lapelosa-tickets.com). Si tratta di un sito specchietto, interamente in lingua inglese, che applica ricarichi quasi sei volte superiori rispetto al prezzo reale del ticket, rivendendo peraltro biglietti che non hanno alcuna validità per l'accesso.

Gli ideatori del portale hanno messo in piedi una strategia mirata. Se si tenta di navigare sul sito dall'Italia, la pagina risulta irraggiungibile o non operativa. Il sistema si attiva invece regolarmente se rileva un indirizzo IP estero. Si tratta di una scelta studiata a tavolino: l'obiettivo è tenere all'oscuro i residenti e le autorità locali — decisamente più informati sui canali istituzionali — per colpire direttamente i turisti stranieri che stanno pianificando le vacanze estive da oltreconfine.Il meccanismo ingannevole si basa su un forte ricarico economico mascherato da pacchetto turistico:
La finta piattaforma non permette di scorporare i servizi: l'utente è obbligato ad acquistare il pacchetto completo. Inoltre, facendo leva sulla fobia del sold out per il contingentamento dei posti (fissato a 1.500 ingressi giornalieri dal 15 maggio al 15 ottobre), il sito spinge a comprare blocchi da 2 o 4 biglietti alla volta. In questo modo, un nucleo familiare può arrivare a sborsare fino a 80 euro a fronte dei 14 euro realmente dovuti.

A trarre in inganno i visitatori è l'estetica estremamente curata del portale, ricca di immagini patinate del golfo asinarese e slogan accattivanti come “Get access to the stunning Spiaggia La Pelosa Beach in Sardinia”.
Tuttavia, analizzando a fondo la struttura del sito, emergono le prime anomalie: non è presente alcun disclaimer che chiarisca la natura privata del portale, né compaiono la ragione sociale, la partita Iva o un indirizzo fisico riconducibile al territorio sardo.
Le condizioni di vendita, strutturate su un template e-commerce standard, negano qualsiasi rimborso o modifica della data, anche in caso di maltempo o cause di forza maggiore.
La macchina comunale di Stintino e il gestore ufficiale del servizio — la Vosma Società Cooperativa Sociale di Sassari — hanno ribadito che l'unico portale autorizzato ed esclusivo è spiaggialapelosa.it. Non è stata concessa alcuna delega di rivendita a agenzie o intermediari privati. Sul sito istituzionale è presente una sezione specifica per monitorare i tentativi di contraffazione, dove vengono esplicitati i contatti telefonici e societari del gestore per l'assistenza diretta.

Il fenomeno non è purtroppo inedito. Già durante la scorsa stagione la sindaca di Stintino, Rita Vallebella, era intervenuta pubblicamente per denunciare queste pratiche, invitando i bagnanti a non alimentare il circuito parallelo e a rivolgersi tempestivamente alle autorità.
Per evitare brutte sorprese ai varchi di accesso alla spiaggia, la Polizia Postale e l'amministrazione comunale consigliano di seguire poche e semplici regole:
le prenotazioni devono essere effettuate solo ed esclusivamente tramite l'indirizzo spiaggialapelosa.it o le applicazioni ufficiali ad esso collegate.
la tariffa ufficiale è fissa e trasparente, pari a 3,50 euro a persona (i bambini sotto i 12 anni accedono gratuitamente). Qualsiasi richiesta di importi superiori deve essere considerata un tentativo di truffa.
Chiunque si imbatta in portali sospetti è invitato a effettuare uno screenshot della schermata e a sporgere formale denuncia alla Polizia Postale, fornendo le ricevute di pagamento per consentire l'oscuramento dei siti ingannevoli e tutelare l'immagine internazionale del turismo sardo.
@Redazione Sintony News