
La Chiesa cattolica riconosce ufficialmente le virtù eroiche di Fra Nazareno da Pula, compiendo un passo decisivo e attesissimo verso la sua elevazione agli altari. Nel corso di un'udienza accordata al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, Papa Leone XIV ha infatti autorizzato la promulgazione del decreto che conferisce il titolo di venerabile al religioso sardo, al secolo Giovanni Zucca.
Per l'ordinamento canonico si tratta del secondo e fondamentale gradino nell'iter della canonizzazione, un sigillo che certifica l'esemplarità con cui il frate ha vissuto l'esperienza della fede.
La parabola terrena di Giovanni Zucca comincia nel 1911 a Pula, all'interno di una devota famiglia di agricoltori. La sua giovinezza viene bruscamente interrotta dai venti della Seconda Guerra Mondiale: inviato sul fronte africano, nel 1941 viene catturato dai soldati britannici in Etiopia. La prigionia dura ben quattro anni, un'esperienza dolorosa che ne tempra profondamente lo spirito.
Una volta ristabilito il legame con la sua terra, l'incontro con Pio da Pietrelcina si rivela la vera svolta della sua esistenza: fu proprio il Santo del Gargano a intravedere il suo disegno spirituale, spingendolo a professare e coltivare la propria vocazione proprio in Sardegna. Nel 1951, l'ingresso definitivo tra i Frati Minori Cappuccini con l'adozione del nome di Fra Nazareno.

Nonostante la crescente fama di uomo di fede carismatico, Fra Nazareno scelse per sé i compiti più umili all'interno del convento, lavorando negli anni come: cuoco, portinai, giardiniere, frate questuante.
La sua eccezionale propensione all'ascolto lo rese rapidamente un porto sicuro per ammalati, poveri e sofferenti, che in lui trovavano un punto di riferimento spirituale instancabile. Nella memoria collettiva dei fedeli sardi è impresso come il “santo delle caramelle”: era solito accogliere chiunque donando un dolciume all'arancia o al limone. In cambio non pretendeva nulla, se non una piccola preghiera rivolta alla Madonna.
Una consuetudine affettuosa che non si è mai spenta: ancora oggi, i frati portano avanti questo rito nel santuario della Madonna della Consolazione, un luogo di culto nato proprio per impulso e volontà del cappuccino.
Fra Nazareno si è spento a Cagliari nel 1992. I suoi funerali videro una straordinaria partecipazione di popolo, a testimonianza di un legame mai reciso con la gente. Con il decreto siglato in Vaticano, la Sardegna vede oggi formalizzato il culto per quello che, a livello popolare, è già da tempo considerato un santo protettore, aprendo ufficialmente la strada alla futura beatificazione.
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