
Montecitorio mette la parola fine all'iter parlamentare del Decreto Fiscale 2026. Con 132 voti favorevoli e 81 contrari, l'Aula della Camera ha espresso il via libera definitivo al provvedimento, che aveva già incassato il benestare del Senato. Per accelerare i tempi di conversione, l'esecutivo ha scelto di blindare il testo, una mossa metodologica che ha immediatamente riacceso lo scontro politico sull'abuso dei decreti d'urgenza e sulla progressiva perdita di centralità delle Camere.
Il testo nasce con l'obiettivo di correggere e calibrare alcune norme introdotte dall'ultima manovra economica, muovendosi sul delicato crinale che separa le richieste di flessibilità delle imprese dalle accuse delle minoranze, che vi vedono l'ennesimo intervento frammentario e privo di una visione d'insieme.

Il nucleo centrale del pacchetto di norme riguarda il lavoro autonomo, con una profonda riscrittura del concordato preventivo biennale. Lo strumento, concepito per permettere ai lavoratori indipendenti di definire in anticipo le tasse con l'Agenzia delle Entrate, è stato rimodulato per venire incontro ai contribuenti con indici di affidabilità fiscale (ISA) più bassi.
Per evitare che l'accordo risulti insostenibile, la legge introduce un tetto massimo ai ricarichi di reddito proposti dal Fisco:
Voto ISA tra 6 e 8: Gli aumenti richiesti vengono bloccati al 30%.
Voto ISA inferiore a 6: Il tetto massimo viene fissato al 35%.
Viene inoltre concesso più tempo per valutare l'adesione al patto, la cui scadenza ufficiale viene posticipata alla fine di ottobre.

La vera novità per le tasche dei cittadini è l'estensione della Rottamazione Quinquies, che valica i confini delle tasse statali per inglobare i tributi locali e le sanzioni amministrative. Sarà così possibile sanare i debiti accumulati nel lungo periodo compreso tra il 2000 e il 2023 relativi a cartelle su IMU, Tari e contravvenzioni del Codice della Strada.
La clausola dell'autonomia: L'applicazione della sanatoria non sarà automatica. Spetterà ai singoli Comuni e alle Regioni deliberare o meno l'adesione sul proprio territorio; gli enti locali avranno tempo fino al 30 giugno per decidere. Per i contribuenti che beneficeranno della misura, sono previsti inoltre cinque giorni di tolleranza per i pagamenti delle rate.
Sul versante dello sviluppo industriale, cade il vincolo del "Made in UE" per l'accesso all'iperammortamento: le aziende italiane potranno usufruire delle agevolazioni fiscali per l'acquisto di macchinari ad alta tecnologia da qualsiasi Paese estero, con una finestra temporale valida fino a settembre 2028.

Per motivi puramente tecnici e di adeguamento dei sistemi informatici delle Dogane, slitta invece al 30 giugno l'introduzione della tassa di due euro sui piccoli pacchi sotto i 150 euro provenienti da mercati extra-UE (come i colossi dell'e-commerce asiatico). Rinviate a maggio anche le nuove ritenute sulle provvigioni delle agenzie di viaggio. Esce totalmente dall'articolato, invece, la stretta contro il telemarketing selvaggio nelle telecomunicazioni, derubricata a semplice ordine del giorno per ragioni di omogeneità del testo.
L'approvazione del decreto ha sollevato un coro di dure reazioni da parte delle minoranze, che bocciano la politica economica del governo.
@Redazione Sintony News