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20 Maggio 2026

Seicento trapianti di fegato al Brotzu: un traguardo che racconta vite e speranze

Dal 2004 il centro trapianti di Cagliari ha raggiunto quota 600 interventi. L’ultimo è stato eseguito da Fausto Zamboni, il chirurgo che avviò il programma nel capoluogo sardo

Sono seicento i trapianti di fegato effettuati all’ospedale Brotzu di Cagliari dall’avvio del programma trapiantologico, inaugurato nel 2004. Un risultato significativo per la sanità sarda, che racconta oltre vent’anni di attività clinica e assistenziale al servizio dei pazienti.

A eseguire il seicentesimo intervento è stato Fausto Zamboni, il medico che per primo introdusse questo tipo di operazione a Cagliari e che oggi dirige la Chirurgia Epatobiliopancreatica e i Trapianti di Fegato e Pancreas.

“Il raggiungimento di questo traguardo rappresenta per noi un momento di profonda gratitudine”, ha dichiarato Zamboni. “Dietro questi numeri non ci sono semplici statistiche, ma percorsi di rinascita e il ricordo indelebile dell’immenso gesto di generosità compiuto dai donatori e dalle loro famiglie”.

Il direttore del reparto ha poi voluto rivolgere un ringraziamento a tutto il personale coinvolto nel percorso trapiantologico: “Il mio pensiero va a ogni collaboratore, ai medici, agli infermieri e ai professionisti dei diversi reparti. Se siamo riusciti ad accompagnare così tanti pazienti lungo un cammino tanto delicato, sia dal punto di vista clinico sia umano, lo dobbiamo al loro impegno quotidiano, svolto con competenza, dedizione e grande sensibilità”.

Un ruolo determinante è svolto anche dall’attività di procurement, ovvero l’insieme delle procedure che consentono di gestire l’intero iter della donazione di organi, tessuti e cellule. L’obiettivo è individuare i potenziali donatori e mettere a disposizione organi sicuri e compatibili per i pazienti in lista d’attesa.

All’interno dell’Arnas Brotzu il coordinamento di questa attività è affidato ad Antonio Manti, che ha sottolineato il valore del lavoro di squadra dietro ogni intervento. “Per chi vive ogni giorno nell’attesa di una chiamata capace di cambiare il proprio destino, il trapianto rappresenta qualcosa di essenziale”, ha spiegato. “Dietro ogni procedura ci sono persone, famiglie e storie. Sapere di poter offrire una possibilità concreta grazie alla collaborazione di tante professionalità significa trasformare la speranza in realtà. Ed è proprio questo il significato più autentico del nostro impegno”.

Soddisfazione anche da parte del direttore generale dell’Arnas G. Brotzu, Maurizio Marcias, che ha evidenziato il valore del percorso costruito in Sardegna negli ultimi anni. “Dietro questo importante risultato c’è una comunità professionale altamente qualificata che, ogni giorno, garantisce elevati standard assistenziali e organizzativi”, ha affermato. “Aver sviluppato e consolidato nell’isola un programma trapiantologico capace di offrire risposte efficaci significa assicurare cure di qualità e permettere a molti cittadini di affrontare percorsi terapeutici complessi senza essere costretti a lasciare la Sardegna”.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis