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20 Maggio 2026

Cannes incorona "Ana no": il nuovo film di Paz Vega parla sardo

Direttamente dal Festival di Cannes, l’attrice e regista spagnola Paz Vega ha annunciato il suo secondo atteso progetto dietro la macchina da presa: si intitolerà “Ana no” e le riprese partiranno in autunno, dividendosi tra l'Andalusia, la Comunità di Madrid e i paesaggi della Sardegna

La Sardegna si conferma ancora una volta terra d’elezione per le grandi coproduzioni cinematografiche internazionali. Direttamente dal Festival di Cannes, l’attrice e regista spagnola Paz Vega ha annunciato il suo secondo atteso progetto dietro la macchina da presa: si intitolerà “Ana no” e le riprese partiranno in autunno, dividendosi tra l'Andalusia, la Comunità di Madrid e i paesaggi della Sardegna.

A rendere possibile questa operazione è una sinergia internazionale che vede schierate le spagnole Áralan Films e Blacklight Films insieme all'indipendente sarda Ombre Rosse Film Production, guidata da Andrea Di Blasio e Luca Cabriolu. La casa di produzione isolana consolida così il suo prestigio globale, dopo i recenti successi che l'hanno vista conquistare una candidatura ai Nastri d’Argento per “Il sogno dei pastori” e una storica nomination agli Oscar come miglior film straniero per “Panopticon” (in rappresentanza della Georgia).

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Salita alla ribalta mondiale grazie a pellicole d'autore come “Lucía y el sexo” (che le valse il Premio Goya) e a blockbuster hollywoodiani del calibro di “Spanglish”, Paz Vega ha costruito una carriera eclettica. Ha lavorato al fianco di giganti come Sylvester Stallone e Colin Farrell, ed è stata diretta da maestri quali Pedro Almodóvar, Ridley Scott e i fratelli Taviani.

Oggi, dopo il debutto alla regia con “Rita”, la cineasta iberica firma un progetto profondamente intimo. “Ana no” è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Agustín Gómez Arcos, autore di culto andaluso e finalista al Premio Goncourt. Al centro della narrazione ci sono i temi a lui più cari: la repressione durante il regime franchista, le ferite del secondo dopoguerra spagnolo e la silenziosa dignità degli sconfitti.

Per interpretare una figura così complessa, Paz Vega ha scelto un'icona del cinema europeo: Angela Molina. Già musa ispiratrice di Luis Buñuel e vincitrice di prestigiosi premi come il David di Donatello, la Molina non è nuova ai paesaggi sardi. L'attrice ha infatti già recitato in pellicole simbolo del cinema isolano come “Un delitto impossibile” di Antonello Grimaldi e “L’uomo che comprò la luna” di Paolo Zucca.

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La trama in breve: Il film racconta la storia di Ana Paucha (soprannominata “Ana no”), una vedova di 75 anni che sopravvive nella miseria in un borgo di Almería. La guerra civile le ha strappato il marito e due figli, mentre l'ultimo genito è recluso da trent'anni in un carcere nel nord del Paese. Sentendo la fine vicina, la donna decide di mettersi in viaggio a piedi per attraversare la Spagna, stringendo tra le mani un unico bagaglio: una torta all'olio da regalare al figlio, il dolce che lui amava da bambino.

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Nelle sue note di regia, Paz Vega ha definito la pellicola come «un’epica intima e lacerante». Lo stile visivo scelto sarà essenziale, quasi austero: un cinema fatto di atmosfere, in cui i silenzi, gli sguardi e i dettagli del paesaggio avranno una forza espressiva superiore alle battute della sceneggiatura. L'obiettivo è restituire dignità e voce a una generazione di donne spezzate dal conflitto e poi dimenticate dalla storia ufficiale.

Il film, la cui uscita nelle sale è programmata per il 2027, si candida a essere uno degli eventi cinematografici europei più rilevanti delle prossime stagioni, unendo la memoria storica alla forza della resistenza umana.

 

 

@Redazione Sintony News