
Unire in un unico modello di business la cannabis ricreativa, la blockchain e l'intelligenza artificiale, trasformando l'atto di fumare in un videogioco a premi. È la scommessa di Puffpaw, una startup statunitense che sta facendo discutere i media internazionali con il lancio di Gudtrip, una linea di sigarette elettroniche (vape-pen) a base di marijuana in grado di far guadagnare criptovalute ai propri utilizzatori.
Il prodotto è attualmente commercializzato solo in California, dove il consumo ricreativo della cannabis è legale, ma il meccanismo economico che c'è dietro sta sollevando un polverone di polemiche che va ben oltre i confini dello Stato.
Sul sito ufficiale di Gudtrip, la startup presenta il progetto con una dichiarazione d'intenti che sposa la filosofia libertaria e tecnologica della Silicon Valley:

«La cannabis rappresenta libertà, individualità e il rifiuto di sistemi rigidi. Le criptovalute portano proprietà, trasparenza e incentivi condivisi. L’intelligenza artificiale offre strumenti più efficaci per gestire le ricompense, i dati e le opportunità».
L'esperienza utente è progettata per essere immediata. All'acquisto del dispositivo non è necessario scaricare applicazioni o accoppiare il Bluetooth: basta inquadrare un QR code o sfruttare la tecnologia NFC integrata per connettere la sigaretta elettronica al network aziendale.
Da quel momento, i sensori della vape-pen monitorano ogni sessione di fumo, registrando la frequenza, gli accessi quotidiani e il tempo di utilizzo. Come bonus di benvenuto, ogni sigaretta elettronica contiene già una micro-quota di Bitcoin (circa 2-3 dollari) riscattabile all'istante, con transazioni protette dalla rete decentralizzata della blockchain.
Il vero motore del sistema sono però le "streak", ovvero i contatori che tracciano i giorni consecutivi di utilizzo. Più la serie di giorni in cui si fuma si allunga, più aumentano i premi digitali accumulati. Questo sistema era stato originariamente pensato da Puffpaw per favorire la transizione verso sigarette a bassa nicotina, ma applicato alla cannabis assume contorni ben diversi.

È proprio la logica delle streak a preoccupare gli esperti di salute pubblica. Si tratta di una dinamica tipica della gamification — l'applicazione di regole del mondo dei videogiochi alla realtà quotidiana — già sfruttata da app di fitness, social network e mercati di scommesse predittive basati sull'IA (come la celebre piattaforma Polymarket).
Spingere l'utente a consumare una sostanza psicoattiva con continuità pur di non perdere i bonus accumulati rischia di incentivare l'abuso e la dipendenza. A complicare il quadro c'è la possibilità di reinvestire questi premi all'interno di circuiti di finanza decentralizzata pubblicizzati dalla stessa azienda, creando un ecosistema immersivo in cui l'utente è stimolato a fare "un altro tiro" per raggiungere un obiettivo economico, ignorando le conseguenze sulla salute.
Di fronte alle accuse di promuovere stili di vita nocivi e mascherare una vera e propria promozione al consumo di massa, i vertici di Puffpaw hanno provato a gettare acqua sul fuoco. In una dichiarazione rilasciata alla testata DL News, i portavoce dell'azienda hanno minimizzato, sostenendo che i punti accumulati abbiano una funzione esclusivamente interna di monitoraggio e che non sia possibile convertirli in denaro reale o altri prodotti.
Una linea di difesa che tuttavia appare in aperta contraddizione con le strategie di marketing aggressive visibili sul loro portale, dove si fa esplicito riferimento a bonus progressivi e a guadagni legati letteralmente a "ogni singola boccata".
@Redazione Sintony News