
L’Unione europea ha deciso di intervenire in anticipo su una criticità ormai sempre più evidente, adottando una misura che, appare coerente con l’evoluzione tecnologica dei trasporti.
Dal 2030 i titolari di patente B potranno guidare veicoli fino a 4.250 kg, con un incremento di 700 kg rispetto all’attuale soglia di 3.500 kg, fissata negli anni Novanta. In quel periodo il termine “batteria” richiamava dispositivi di piccole dimensioni, non gli attuali sistemi di accumulo al litio, ben più ingombranti e pesanti.
Il punto centrale è proprio questo: i veicoli elettrici moderni, soprattutto quelli destinati al lavoro o al turismo itinerante, superano con facilità i limiti attuali. I pacchi batteria possono pesare tra 400 e 700 kg e alcune auto elettriche di fascia alta si avvicinano già alla soglia massima consentita.

Con la normativa vigente, un furgone elettrico equivalente a uno tradizionale o un camper di nuova generazione rischierebbe di richiedere la patente C, pur svolgendo le stesse funzioni operative. Si tratta di un ostacolo significativo alla diffusione della mobilità elettrica nei contesti professionali.
Non è soltanto una questione burocratica. Le norme sulla circolazione sono rimaste ancorate a un’idea di veicolo in cui il peso dipendeva quasi esclusivamente da carrozzeria, motore e carburante. Negli anni Novanta non era stato previsto che l’energia potesse essere immagazzinata in moduli elettrochimici di grande massa, capaci di incidere in modo determinante sul peso complessivo dei mezzi.
Questo squilibrio avrebbe colpito diverse categorie professionali, come corrieri, artigiani, ambulanti e operatori del soccorso, tutti utilizzatori abituali di veicoli commerciali leggeri. Con la transizione elettrica, molti si sarebbero trovati fuori norma senza alcuna modifica alla propria attività. Anche i mezzi di emergenza avrebbero rischiato di superare i limiti di peso semplicemente a causa dell’elettrificazione, creando un paradosso difficilmente sostenibile.

L’intesa tra Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea, raggiunta nella seconda metà del 2024, è ormai definitiva. Gli Stati membri avranno quattro anni per recepire la direttiva, mentre l’entrata in vigore completa è prevista entro il 2030.
La possibilità di guidare veicoli fino a 4.250 kg sarà comunque subordinata a condizioni precise: sarà necessario possedere la patente B da almeno due anni. Per i camper è inoltre previsto un percorso formativo specifico oppure un esame dedicato.
Restano invariati il numero massimo di passeggeri trasportabili, pari a otto oltre al conducente, mentre per i neopatentati vengono introdotte regole più rigorose. L’impianto generale segue una logica di equilibrio tra maggiore libertà per i conducenti esperti e maggiore controllo per chi ha appena conseguito la patente.

Le novità europee si intrecciano con le modifiche già programmate in Italia dal 2026, che incidono in modo significativo sul percorso per ottenere la patente B.
Le ore obbligatorie di guida con istruttore passeranno da sei a otto e saranno suddivise in quattro ambiti formativi: guida notturna, traffico intenso, percorsi extraurbani e autostradali e guida a basso impatto ambientale. L’obiettivo è rendere la preparazione più concreta, includendo situazioni che richiedono competenze pratiche specifiche e non soltanto abilità di base.
È prevista anche la possibilità di conseguire la patente a 17 anni con il consenso dei genitori, seguita da un periodo di guida accompagnata fino alla maggiore età. Il modello, già adottato in diversi Paesi europei, punta a far accumulare esperienza prima della guida autonoma. In un contesto in cui circa un candidato su quattro non supera l’esame, un aumento dell’esperienza pratica potrebbe migliorare la preparazione complessiva.
Tra le innovazioni più rilevanti c’è l’introduzione della patente digitale, con una possibile estensione della validità fino a 15 anni, in linea con le indicazioni dell’Unione europea.
Per i neopatentati il quadro diventa più restrittivo: limiti di potenza e velocità restano attivi per tre anni dal conseguimento della patente. In prospettiva, tali restrizioni potrebbero essere ridotte per chi dimostra un comportamento di guida virtuoso attraverso sistemi di monitoraggio digitale. L’impostazione generale punta a premiare la responsabilità al volante, introducendo un percorso graduale di fiducia.
Letizia Demontis