
La Sardegna è pronta per il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 con un programma costruito dalla collaborazione tra Regione Sardegna e Associazione Editori Sardi, che ha coordinato e attuato il calendario degli appuntamenti.
La presenza isolana si annuncia particolarmente significativa: 48 eventi, 33 case editrici associate AES e 4 marchi editoriali. Un cartellone articolato, che conferma il ruolo dell’editoria sarda nel panorama culturale nazionale.
L’edizione 2026 ruota attorno a due temi centrali: il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda e il riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas come Patrimonio Mondiale. Due riferimenti che uniscono letteratura, identità, archeologia e promozione dei territori.

Lo Spazio Sardegna accoglierà i visitatori con un allestimento ispirato alle Domus de Janas di Montessu, a Villaperuccio, e di S’Incantu, a Putifigari. Il tema scelto per il 2026 è “la volta dipinta di stelle”, tratto dalla novella di Grazia Deledda L’anellino d’argento, in dialogo con il tema generale del Salone, “Il mondo salvato dai ragazzini”.
Il programma, distribuito nelle cinque giornate, proporrà incontri, presentazioni, laboratori per ragazzi, musica e proiezioni cinematografiche. Al centro ci saranno il patrimonio culturale dell’isola, la narrativa e la saggistica sarda, i luoghi, le immagini e i protagonisti della Sardegna contemporanea.
Accanto allo Spazio Sardegna, l’Associazione Editori Sardi sarà presente anche con un proprio stand nel Padiglione 2, H130 J129 / J130 K129, e con tre appuntamenti istituzionali dedicati ai mestieri dell’editoria, alla bibliodiversità e al rapporto tra Mediterraneo e Sardegna.
Il Salone arriva in un anno di forte valore simbolico per il sistema culturale isolano: oltre al centenario deleddiano e al riconoscimento UNESCO, il 2026 segna anche i quarant’anni dell’AES, nata nel 1986 e oggi rappresentativa di circa l’85% della produzione libraria regionale.
La Sardegna si presenta così a Torino con una proposta compatta e riconoscibile, capace di mettere insieme memoria, editoria, patrimonio archeologico e nuove generazioni.

Il programma di giovedì 14 maggio
La giornata del Salone, con il momento inaugurale delle 15 dopo i laboratori della mattina, si apre e si sviluppa nello Spazio Sardegna, Padiglione 2, Stand K129 J130, nel prevalente omaggio a Grazia Deledda, attraverso le proposte dedicate alle scuole e il dialogo tra letteratura, cinema, arte e immaginario archeologico.
La mattina, dalle 10.00 alle 12.30, è dedicata alle scuole superiori con Abitare Grazia, il laboratorio interattivo curato dal Club di Jane Austen Sardegna e condotto da Gabriella Podda e Giuditta Sireus. Il percorso introduce gli studenti alla scrittura deleddiana attraverso Cosima e la casa come metafora dell’autrice, trasformando la letteratura in un luogo da abitare e interpretare.
Nel pomeriggio, alle 15.00, prende avvio l’inaugurazione ufficiale con Grazia Deledda oltre il Nobel. Modernità, visione, sensibilità. Il confronto mette in luce la sorprendente attualità del pensiero deleddiano grazie agli interventi di Franca Carboni, Gonaria Floris ed Elena Gagliardi, guidati da Vanna Fois, in collaborazione con Ilisso e l’Associazione Grazia Deledda una Nobel per Cervia.
Alle 16.00, il racconto si sposta sul terreno del cinema con Quasi Grazia. Deledda, una donna, tre atti, un’eredità. Peter Marcias e Marcello Fois dialogano sul film ispirato all’omonimo libro, ripercorrendo tre momenti della vita della scrittrice.
Subito dopo, alle 16.40, Neria De Giovanni, in dialogo con Antonio Mario Masia, presenta Grazia Deledda, “Roma è la mia meta”, un volume che ricostruisce il rapporto profondo tra l’autrice e la città in cui visse per oltre trent’anni.
Alle 17.20, la parola passa ai giovani con La Villacidro che Vorrei. La voce dei giovani. Il progetto di Fondazione Dessì e Giffoni Innovation Hub affida agli studenti del Liceo Piga la scrittura di un soggetto cinematografico dedicato al loro territorio, raccontato attraverso il linguaggio filmico. Con Debora Aru, Elio Di Pace, Marta Esposito, Luigi Sales. Coordina Antonella Cavallo
La giornata prosegue alle 18.00 con Le case delle fate. L’incanto delle domus de janas. Un viaggio nella preistoria della Sardegna, di Nicola Castangia e Tonino Oppes, con Giovanni Manca in dialogo con gli autori e in collaborazione con Abbà. Il volume custodisce e restituisce la forza antica e potente delle narrazioni popolari, quelle che allietavano le notti d’estate o scaldavano le sere invernali attorno al focolare, accompagnando il lettore, con la ricchezza delle parole e delle immagini, a rivedere le stelle e la luna, tra memoria popolare e immaginario preistorico.
La giornata si chiude alle 18.40 con l’incontro curato da Casa Falconieri dedicato ai libri d’artista realizzati dai bambini delle scuole primarie nell’ambito del programma ISCOLA. A partire dai lavori prodotti nel biennio 2025 e 2026 emergono interpretazioni e riflessioni su alcuni racconti brevi di Grazia Deledda, restituendo la capacità dei più piccoli di dialogare con la letteratura attraverso il linguaggio visivo. Con Gabriella Locci e Dario Piludu.

Ore 17:30 - I mestieri dell’editoria e le giovani generazioni
Accanto alla programmazione dello stand, la giornata propone anche un importante appuntamento promosso dall’Associazione Editori Sardi negli spazi del Lingotto. Alle 17.30, nella Sala Cobalto del Padiglione 2, si terrà l’incontro “I mestieri dell’editoria e le giovani generazioni”, con Vincenzo Cascone, Simonetta Castia, Paola Locci e Ilaria Portas.
L’iniziativa presenta il progetto dedicato al racconto della filiera del libro agli studenti delle scuole superiori, con l’obiettivo di far conoscere il lavoro, spesso poco visibile ma determinante, dei tanti professionisti che contribuiscono alla produzione, alla promozione, alla diffusione e alla commercializzazione dei libri.
Il panel nasce come momento di orientamento e approfondimento sui mestieri dell’editoria, un comparto che comprende oltre tredici professionalità: dalla produzione editoriale alla cura dei testi, dalla grafica alla comunicazione, dalla promozione della lettura alla distribuzione. Attraverso il contributo di testimonial e operatori del settore, l’incontro offrirà al pubblico uno sguardo concreto sul dietro le quinte del libro e sulle opportunità professionali legate alla filiera editoriale.
Il progetto è promosso e sostenuto dagli editori sardi nell’ambito della Fiera Regionale del Libro, in collaborazione con Invitalia, Regione Sardegna e il programma Start: Giovani e Impresa Sardegna. Nel corso delle attività sono stati attivati spazi di confronto e collaborazione con i diversi soggetti del comparto librario dell’isola, favorendo un coordinamento regionale delle iniziative dedicate alla didattica, all’orientamento e alla conoscenza dei mestieri del libro.

Il tema “la volta dipinta di stelle”
La presenza sarda a Torino si riconosce nella frase ed immagine guida dalla forte carica magica e immaginifica “la volta dipinta di stelle”: una commistione tra realtà e letteratura, all’interno di una dimensione fantastica.
L’illustrazione di Paola Serra che lo accompagna, con il richiamo ai ragazzini protagonisti della novella, tra i quali una bambina che alza lo sguardo verso un cielo stellato intravisto attraverso l’apertura in una domus de Janas e il servetto custode de l’anellino d’argento titolo della novella, racchiude il senso del messaggio di rinascita culturale e speranza: le giovani generazioni che incontrano un patrimonio antico, un gesto semplice che unisce memoria e futuro, meraviglia e conoscenza.
La forza evocatrice della potente rappresentazione di un’isola che «racchiude infinite storie tramandate nel tempo» riflette l’identità profonda di una terra che attraverso la scrittura della Deledda diviene universale anche grazie al magico dono dell’anellino d’argento «che permetteva a chi lo possedeva d’inventare cento e una storiella in una sola sera», alludendo alla funzione catartica della letteratura.
È un’immagine che dialoga in modo naturale con il tema scelto dal Salone per il 2026, “Il mondo salvato dai ragazzini”, ispirato alla visione di Elsa Morante. Entrambi gli orizzonti riconoscono nello sguardo dell’infanzia una forza essenziale: la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste, di cercare oltre l’apparenza e di restituire al mondo una prospettiva futura di rinnovamento fondata su libertà, fantasia e responsabilità.
Il programma si sviluppa lungo cinque giornate e raccoglie una pluralità di proposte organizzate entro una cornice tematica coerente, costruita attorno ai principali riferimenti culturali dell’edizione 2026 e alla ricchezza della produzione editoriale sarda.

Al centro, due assi principali: le Domus de Janas, nel nuovo scenario aperto dal riconoscimento UNESCO, Grazia Deledda, nel centenario del Nobel.
Attorno a questi nuclei e alla naturale varietà delle proposte editoriali, si articolano le sezioni dedicate a luoghi, immagini e personaggi, alla saggistica, alle narrative sarde e ai laboratori per ragazzi, che si intrecciano e dialogano con il tema scelto dal Salone per il 2026, Il mondo salvato dai ragazzini. La presenza dell’isola sarà inoltre arricchita dalla sezione Salone OFF “Sardegna Frame by Frame”, con le proposte filmografiche al Cinema centrale di Torino, in collaborazione con la Società Umanitaria di Alghero e Fasi.
“Andiamo a Torino con grande orgoglio, dichiara l’assessora regionale della Pubblica Istruzione e Cultura, Ilaria Portas, per il traguardo storico raggiunto: il riconoscimento delle Domus de Janas come 61° sito UNESCO italiano. Al Salone non portiamo solo libri, ma l'essenza stessa della nostra storia millenaria: la Sardegna come baricentro culturale del Mediterraneo, capace di trasformare il proprio passato in un'opportunità di sviluppo e conoscenza per il futuro.
Quest'anno lo Spazio Sardegna celebra anche i 100anni dal Premio Nobel conferito alla scrittrice nuorese Grazia Deledda. Il programma ha volutamente uno sguardo che va 'oltre il Nobel', e desidera raccontare la straordinaria modernità e attualità della scrittrice.
Abbiamo deciso di passare attraverso il dialogo tra il cinema, la scrittura, la letteratura ed i laboratori pensati per le scuole, dimostrando così che la Deledda non è un'icona rigida e congelata nel passato, ma un'autrice capace di farci interrogare dentro le inquietudini del nostro tempo. La Sardegna si presenta così, con narrazioni universali e un'editoria indipendente che sa custodire le sue preziose tradizioni e le proietta verso le nuove generazioni, con codici adeguati ai tempi.
In questo senso, il tema di quest'anno, 'Il mondo salvato dai ragazzini', risuona con forza nelle attività del nostro stand: dai laboratori interattivi di 'Abitare Grazia' ai progetti cinematografici di Villacidro con il Giffoni Innovation Hub, fino ai libri d'artista nati dal programma Iscola.
L’obiettivo è nutrire l'immaginario dei lettori di domani, sostenendo con vigore l'eccellenza dei nostri editori che, con coraggio e passione, portano la voce dell'isola in contesti nazionali e internazionali prestigiosi"
Il percorso attraversa, lungo un percorso articolato e coerente, letteratura, archeologia, storia, memoria, musica, ricerca e nuove tecnologie, fino alla importante presentazione di Sebina AI, che apre lo sguardo sulle trasformazioni digitali del settore editoriale. Ne emerge una Sardegna plurale e riconoscibile, che porta a Torino, attraverso i libri, una visione organica della cultura come conoscenza, impresa e progetto.

L’editoria sarda continua, infatti, a esprimersi in lingua italiana, in lingua sarda e nelle diverse varietà linguistiche presenti nell’isola, mantenendo un forte legame con il territorio e sperimentando nuovi linguaggi e formati, anche multimediali.
È un sistema che affronta le trasformazioni del mercato senza rinunciare alla propria identità culturale e alla propria funzione civile: raccontare la Sardegna, renderne più accessibile il patrimonio, contribuire alla crescita di una conoscenza più consapevole della storia e della cultura dell’isola.
“Celebriamo quarant’anni di lavoro condiviso, dichiara la presidente AES Simonetta Castia, da dove siamo partiti, assecondando la nostra intrinseca visione di associazione di categoria, di operatore culturale dalla marcata progettualità e di presidio professionale posto a tutela degli editori del territorio e di politiche editoriali che valorizzino il comparto e la filiera. Le nostre imprese producono cultura, generano occupazione e contribuiscono all’economia dell’isola. Se la partecipazione al Salone del Libro rappresenta un’opportunità strategica per valorizzare autori, produzioni e aziende editoriali in un contesto internazionale, la collaborazione con la Regione rafforza una rappresentanza unitaria e autorevole della Sardegna”.
La partecipazione al Salone si conferma così come un momento centrale per promuovere il libro, la cultura e l’identità sarda, rafforzando la visibilità del comparto editoriale e il suo ruolo nella costruzione di nuove opportunità culturali, sociali ed economiche per l’isola.
@Redazione Sintony News