
La parola d’ordine è "prudenza senza panico". Al Ministero della Salute è in fase di stesura la nuova circolare dedicata all’Hantavirus, il patogeno tornato al centro della cronaca internazionale dopo il focolaio scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Il documento ministeriale, atteso per le prossime ore, punta a recepire le direttive del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), mantenendo però una linea comunicativa rassicurante: non siamo di fronte a una nuova emergenza globale, ma la vigilanza deve restare alta.
Il Ministero sta valutando di incrementare i controlli sui passeggeri provenienti dalle aree geografiche dove il virus è più presente. Sotto la lente d'ingrandimento finisce in particolare l'Argentina, dove nelle province meridionali si è registrato un incremento significativo con oltre cento casi nell'ultimo anno.

Nonostante il forte impatto mediatico della nave "errante" tra i continenti, le autorità sanitarie italiane chiariscono che non vi sono i presupposti per un cambio radicale di strategia negli scali aeroportuali. Per i voli di linea, il tracciamento dei contatti scatterà solo in presenza di casi confermati o probabili, limitandosi ai passeggeri seduti nella stessa fila e nelle due immediatamente adiacenti (davanti e dietro).
Uno dei pilastri della circolare sarà il coinvolgimento diretto del territorio. Il Ministero inviterà i Pronto Soccorso e i medici di medicina generale a prestare particolare attenzione ai pazienti che presentano sintomi compatibili con l’infezione, qualora abbiano soggiornato recentemente nelle zone a rischio.
I sintomi iniziali del virus Andes (il ceppo dell'Hantavirus isolato sulla nave) possono essere simili a quelli di una normale influenza, ma la sua evoluzione può essere critica.

Le indicazioni fornite venerdì dall'Ecdc restano il punto di riferimento tecnico per le autorità italiane. Il bilancio attuale legato alla MV Hondius parla di otto contagiati, di cui tre decessi e un paziente ricoverato in terapia intensiva.
Secondo l'ente europeo, la gestione dei casi deve seguire criteri di stratificazione del rischio: contatti ad alto rischio (passeggeri della nave), l'Ecdc suggerisce l'auto-quarantena e un monitoraggio quotidiano dei sintomi per una durata massima di sei settimane. In caso di comparsa di febbre o malessere, i test devono essere immediati.
Contatti a basso rischio: per chi ha avuto contatti indiretti, è previsto un monitoraggio passivo e l'isolamento solo in presenza di sintomatologia accertata.
L'Hantavirus è un virus zoonotico trasmesso solitamente dai roditori. Il ceppo "Andes", coinvolto in questo focolaio, è particolarmente monitorato perché, a differenza di altri ceppi, ha mostrato in passato la capacità di trasmettersi da persona a persona in contesti di contatto stretto.
Il Ministero della Salute ribadisce che, al netto delle procedure di sicurezza, il rischio per la popolazione generale rimane molto basso.
@Redazione Sintony News