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4 Maggio 2026

Rissa a Porto Cervo, Tony Effe a processo: il rapper e la sua "crew" davanti ai giudici

Il gruppo avrebbe risposto al divieto aggredendo violentemente i bodyguard e scagliandosi contro la struttura

Non ci sarà alcuna udienza preliminare: il rapper Tony Effe (al secolo Nicolò Rapisarda) e altre dieci persone dovranno affrontare direttamente il tribunale per i violenti fatti avvenuti nell’estate del 2023 in Gallura. Il procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco, ha infatti firmato il decreto di citazione diretta in giudizio, accelerando l'iter legale per le accuse di rissa e danneggiamento.

L'episodio, che risale alla notte del 18 agosto 2023, aveva trasformato il rinomato locale Sanctuary di Porto Cervo in un campo di battaglia, lasciando dietro di sé feriti e gravi danni materiali.

Secondo la ricostruzione della Procura, la miccia che ha innescato il caos è stata il rifiuto del personale di sicurezza di far entrare il rapper e il suo entourage. Il motivo? La presenza nel gruppo di Christian Perozzi, già condannato per il tragico pestaggio avvenuto a Roma che costò la vita al musicista Alberto Bonanni.

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Il rispetto delle norme di sicurezza da parte del locale è stato accolto con una reazione brutale. Il gruppo avrebbe risposto al divieto aggredendo violentemente i bodyguard e scagliandosi contro la struttura.

Le conseguenze del raid sono pesanti. Oltre alla distruzione di arredi e vetrate, e alla manomissione dei sistemi di pagamento (POS), diversi addetti alla sicurezza sono finiti in ospedale. Tra i feriti più gravi figura un giovane di Castelsardo, per il quale è stato necessario un percorso di cure durato ben 109 giorni.

Paradossalmente, alla sbarra finiranno anche alcuni addetti alla sicurezza coinvolti nello scontro, sebbene la loro posizione sia legata alla difesa dall'aggressione subita.

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Il Sanctuary, difeso dall'avvocato Antonello Desini, ha già annunciato la battaglia legale. La proprietà chiederà il risarcimento per danni materiali: arredi distrutti e strutture danneggiate;

Danni d'immagine: il colpo alla reputazione di una delle mete più esclusive della Costa Smeralda;

Mancato guadagno: legato alla chiusura forzata del locale disposta dal Questore subito dopo i fatti.

 

 

 

@Redazione Sintony News