
Non è un farmaco approvato, ma neppure una droga proibita a livello federale. Si chiama Kratom ed è la nuova spina nel fianco delle autorità sanitarie statunitensi. Quella che per molti è solo un'alternativa "green" e innocua per gestire dolore o ansia, si sta rivelando una sostanza insidiosa, capace di generare una dipendenza simile a quella degli oppioidi e di mandare migliaia di persone in ospedale.
I numeri pubblicati dalla rivista specializzata Addiction sono impietosi: le chiamate ai centri antiveleno legate al consumo di questa pianta sono esplose, passando dalle appena 19 segnalazioni del 2010 alle oltre 1.200 del 2023. Un incremento del 6.500% che fotografa una vera e propria escalation fuori controllo.
Derivato dalle foglie della Mitragyna speciosa, una pianta tropicale originaria del Sud-est asiatico (Thailandia, Indonesia e Malesia), il Kratom contiene principi attivi come la mitraginina. La particolarità di questa sostanza risiede nel suo effetto "bifasico": agisce come uno stimolante, aumentando l'energia e la vigilanza.
Si trasforma in un potente sedativo e analgesico, interagendo con i recettori del cervello in modo quasi identico agli oppioidi.
Proprio questa sua natura ambigua trae in inganno i consumatori, convinti di assumere un semplice integratore naturale e ignari dei rischi di alterazione del sistema nervoso.

Dietro l'immagine di rimedio erboristico si nascondono conseguenze mediche pesanti. Tra gli effetti collaterali più gravi registrati negli ultimi anni figurano convulsioni, aritmie cardiache, problemi respiratori e seri danni al fegato.
Il dato più allarmante riguarda l'ospedalizzazione: circa il 15% dei pazienti (uno su sette) che hanno manifestato sintomi da intossicazione ha necessitato di un ricovero, e una quota non trascurabile è finita direttamente in terapia intensiva. Il pericolo si moltiplica esponenzialmente quando il Kratom viene mischiato a farmaci o altre droghe, creando un mix tossico dai risultati imprevedibili.
Il successo del Kratom negli Stati Uniti è dovuto in gran parte a una zona grigia legislativa. Non essendo classificato come sostanza controllata dal governo federale, il suo destino è affidato alle decisioni dei singoli Stati dove la sostanza è vietata, i casi di intossicazione sono sensibilmente inferiori.

Stati non regolamentati il mercato è libero, la qualità del prodotto non è controllata e le emergenze sanitarie sono all'ordine del giorno.
Nonostante l'allarme dei medici, il dibattito politico resta in stallo. Da un lato c'è chi chiede il divieto totale, dall'altro chi invoca una regolamentazione che tuteli i consumatori senza proibire la sostanza. Nel mezzo, i ricercatori denunciano una grave carenza di studi scientifici approfonditi che possano guidare i legislatori verso scelte informate.
Senza un intervento normativo chiaro, il Kratom rischia di trasformarsi da "fenomeno di nicchia" a una piaga sanitaria cronica, alimentata dalla falsa percezione che "naturale" significhi sempre "sicuro".
@Redazione Sintony News