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20 Aprile 2026

Consumo di alcol e droghe, le aziende ora possono controllare i lavoratori

La legge si concentra sulle mansioni a rischio, ovvero quelle attività che, se svolte in condizioni alterate, possono mettere in pericolo la vita del lavoratore o di terzi

La prevenzione degli infortuni sul lavoro passa sempre più spesso per controlli rigorosi e tempestivi. Il panorama normativo italiano relativo agli accertamenti su alcol e tossicodipendenza si sta evolvendo rapidamente, introducendo strumenti più incisivi per i datori di lavoro e nuove tutele per la sicurezza collettiva. A fare chiarezza su questo delicato tema è l’avvocato Anna Maria Corna, dello studio Trifirò & Partners, che ha analizzato per La Repubblica le recenti innovazioni legislative.

Non tutti i dipendenti sono soggetti a questi test. La legge si concentra sulle mansioni a rischio, ovvero quelle attività che, se svolte in condizioni alterate, possono mettere in pericolo la vita del lavoratore o di terzi. Secondo l’Accordo Stato-Regioni del 2007, rientrano in questa categoria:

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conducenti di veicoli (autisti, corrieri); addetti alla movimentazione merci (mulettisti, operatori di carroponte); lavoratori del settore edile e mansioni che prevedono l'uso di macchinari complessi o pericolosi.

La vera svolta è arrivata con il recente D.L. n. 159 del 2025, che ha integrato il Testo Unico sulla Sicurezza (D.lgs 81/2008). La modifica più rilevante riguarda la tempistica degli accertamenti: da oggi, infatti, è possibile sottoporre il lavoratore a visita medica direttamente durante il turno di lavoro.

Questa procedura scatta in presenza di un "fondato motivo": se il datore di lavoro sospetta che il dipendente sia sotto l’effetto di sostanze, può richiedere un intervento immediato del medico competente o dei servizi sanitari. Questo permette di: Intervenire tempestivamente, evitando potenziali incidenti, sospendere cautelativamente il lavoratore in attesa dei risultati definitivi e monitorare anche le sostanze psicotrope, inclusi i farmaci che possono compromettere l'attenzione e le capacità cognitive.

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L’iter dei controlli non è punitivo ma preventivo e si articola in diverse fasi: prima che il lavoratore inizi a svolgere la mansione a rischio, verifiche periodiche solitamente con cadenza annuale.

In caso di segnalazioni o comportamenti anomali.

Post-incidente per verificare se l'evento sia stato causato da alterazioni psicofisiche.

Il percorso di recupero: In caso di positività, il lavoratore non viene necessariamente licenziato. La norma prevede il diritto alla riservatezza e la possibilità di accedere a percorsi riabilitativi. Durante questo periodo, il rapporto di lavoro viene sospeso per permettere il recupero e il successivo reintegro in sicurezza.

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Il settore dell'edilizia, tristemente noto per l'alto tasso di infortuni, è al centro di misure ancora più stringenti. Molte Regioni stanno già adottando protocolli locali che anticipano le direttive nazionali.

Il Governo, inoltre, ha fissato una scadenza importante: entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere adottato un provvedimento per la revisione complessiva delle modalità di accertamento. L'obiettivo è rendere il sistema ancora più fluido e adatto alle nuove sfide del mondo del lavoro, dove la distrazione o l'alterazione, anche minima, può avere conseguenze catastrofiche.

 

 

@Redazione Sintony News