
Vent'anni dopo essere stato nominato Baronetto dalla Regina Elisabetta II, il "Magic Box" del calcio italiano riceve il più alto omaggio dalla sua terra d'origine. Questa mattina, Gianfranco Zola è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il conferimento dell'onorificenza di Commendatore.
Un incontro privato, vissuto con profonda commozione dall'ex fantasista di Oliena, accompagnato per l'occasione dalla moglie Franca. Al centro del colloquio non solo i successi del passato, ma soprattutto il presente e il futuro del calcio italiano, con un focus particolare sulla valorizzazione dei giovani talenti, missione che vede Zola in prima linea come vicepresidente vicario della Lega Pro.
«È stato molto emozionante, devo essere sincero», ha dichiarato Zola all'uscita dal Colle. «Abbiamo parlato di calcio e di ragazzi. Il Presidente è un profondo conoscitore dello sport e la sua vicinanza a questo mondo è sincera. Ricevere il suo apprezzamento per il lavoro che stiamo svolgendo è stato un onore immenso».
Mattarella ha espresso parole di stima per la "riforma Zola", il pacchetto di misure introdotto in Lega Pro per incentivare l'impiego dei giovani, ritenuto uno dei pochi strumenti concreti per rispondere alla crisi che ha portato l'Italia a saltare il terzo Mondiale consecutivo.
Zola, che ha vissuto l'epoca d'oro della Premier League, non ha usato giri di parole per analizzare la carenza di nuovi campioni in Serie A. Secondo l'ex numero 10, il problema non è l'assenza di talento, ma la gestione della crescita:

«In Inghilterra l’Arsenal si gioca il titolo e non ha paura di lanciare un sedicenne nei momenti difficili. Da noi manca il coraggio. Bisogna capire che i giovani devono sbagliare per crescere. Se al primo errore li metti fuori o li fai giocare con il contagocce, non matureranno mai».
L'attuale dirigente ha citato la Serie C come "palestra" fondamentale, portando esempi moderni di successo passati per la Lega Pro, come Yildiz, Soulé, Bartesaghi e Palestra, ricordando come anche leggende del calibro di Roberto Baggio (e lui stesso) abbiano iniziato proprio dalla terza serie.
Interpellato sui nomi che circolano per il futuro della Federcalcio — tra cui quelli di Paolo Maldini, Demetrio Albertini e Damiano Tommasi — Zola si è detto favorevole all'ingresso di figure tecniche nei quadri dirigenziali.
@Redazione Sintony News