
La lotta al tabagismo in Italia segna un punto di svolta decisivo. Dopo anni di utilizzo in formulazioni galeniche, la citisina — principio attivo naturale estratto dai fiori gialli del maggiociondolo (Cytisus laburnum) — è stata ufficialmente inserita in Gazzetta Ufficiale come farmaco industriale. La vera novità, tuttavia, risiede nel portafoglio: l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ne ha stabilito la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
Un'opportunità preziosa, ma vincolata a regole precise: il farmaco sarà gratuito solo per chi intraprende un percorso strutturato presso i Centri Antifumo, dove la terapia farmacologica viene integrata con counseling e supporto comportamentale.

Il meccanismo d'azione della citisina è quasi speculare a quello della nicotina. La molecola si lega agli stessi recettori cerebrali, ma con un effetto doppio e strategico: attenua l'astinenza, riduce irritabilità, insonnia e ansia tipiche di chi smette.
Spegne il piacere bloccando i recettori, rende la sigaretta "insapore" dal punto di vista della gratificazione neurologica.
Secondo gli studi dell'Istituto Nazionale Tumori, l'efficacia è sorprendente: il 40% dei pazienti riesce a non fumare più a 12 mesi di distanza, contro lo sconfortante 10% di chi tenta la via del "fai da te".
Il trattamento segue uno schema posologico decrescente molto semplice, spesso indicato direttamente sul blister per evitare errori.

Il traguardo del 5° giorno. Secondo il protocollo, la cessazione completa del fumo deve avvenire entro i primi cinque giorni di terapia. È in questa fase che il desiderio cala drasticamente.
Costi e accessibilità. Per chi non si rivolge ai centri pubblici (ad esempio un paziente cardiopatico che riceve la prescrizione dal proprio specialista privato), il costo del ciclo completo di 25 giorni è di circa 90 euro.
Uno dei punti di forza della citisina è il suo eccellente profilo di sicurezza. "L’assenza di interazioni farmacologiche note — spiegano gli esperti — la rende ideale per i pazienti fragili che assumono già molte medicine per patologie croniche".

Il Dottor Fabio Beatrice, Direttore scientifico del MOHRE, sottolinea l'importanza di questa nuova opzione terapeutica di prima linea: "Il tabagismo causa oltre 93.000 morti evitabili all'anno in Italia. Facilitare l'accesso a cure efficaci è una mossa strategica per la sanità pubblica".
L'impatto del fumo sulla società italiana resta drammatico, con costi sanitari e perdite di produttività che superano i 26 miliardi di euro ogni anno. Ogni sigaretta fumata accorcia la vita di circa 20 minuti; chi fuma per tutta l'esistenza arriva a perdere mediamente 10 anni di vita.
@Redazione Sintony News