
Il “No” prevale nel referendum sulla giustizia e consegna un risultato politicamente significativo, con uno scrutinio ormai consolidato e un quadro chiaro anche sul fronte della partecipazione. Gli italiani si sono espressi in modo netto, bocciando il quesito e aprendo ora una nuova fase di confronto politico.
L’affluenza definitiva evidenzia una partecipazione differenziata lungo la Penisola. In Sicilia si è fermata al 46,14%, mentre al Centro-Nord i numeri risultano sensibilmente più alti: 66,26% in Toscana, 63,75% in Lombardia e 64,60% nel capoluogo Milano. In Liguria ha votato il 62,24% degli aventi diritto, mentre in Abruzzo il dato si attesta al 60,50%. Percentuali che confermano un interesse diffuso, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali.
Dal governo arriva una linea improntata al rispetto dell’esito delle urne. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio diffuso sui social ha sottolineato come la scelta degli italiani rappresenti un’indicazione chiara: il governo, ha spiegato, intende proseguire nel proprio lavoro con senso di responsabilità, determinazione e rispetto verso i cittadini e il Paese.
Di tono opposto la lettura delle opposizioni. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di un risultato dal forte valore politico, definendolo un segnale diretto all’esecutivo dopo quattro anni di governo. Secondo Conte, l’esito del voto rappresenta una sorta di “avviso” che impone una riflessione profonda sugli equilibri e sulle priorità politiche.
“La Costituzione è salva e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna”. Lo dichiara la presidente della Regione, Alessandra Todde, commentando la vittoria del No al referendum costituzionale.
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