
Momenti di altissima tensione nel tardo pomeriggio di ieri nel Sud del Libano, dove il quartier generale del Settore Ovest di UNIFIL è stato colpito dalla caduta di frammenti metallici. I detriti, riconducibili a ordigni intercettati dai sistemi di difesa aerea israeliani, sono precipitati all'interno della base di Shama, cuore operativo del contingente italiano attualmente guidato dalla Brigata Sassari.
Nell'incidente si registra un ferito lieve: un militare italiano ha riportato un'irritazione oculare causata dalle polveri dei detriti. Il soldato è stato prontamente assistito dal personale sanitario della base e le sue condizioni, secondo fonti della Difesa, non destano alcuna preoccupazione.

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, segue l'evolversi della situazione in tempo reale. Attraverso una nota ufficiale, il Ministero ha confermato che il Ministro è in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il generale Andrea Fraticelli, comandante dei "Dimonios" a Shama, per garantire la massima sicurezza ai nostri soldati impegnati in una delle aree più calde dello scacchiere mediorientale.
Dal 2 marzo scorso, l'intensificarsi delle ostilità tra le forze dell'IDF (Esercito israeliano) e i miliziani di Hezbollah ha trasformato il Sud del Libano in un campo di battaglia. I numeri della crisi umanitaria sono drammatici: oltre 1 milione di sfollati registrati dalle autorità libanesi, 13.000 civili rifugiati nella sola zona di Tiro, avanzata di terra delle truppe israeliane oltre la "Blue Line".
Nonostante i jet e i missili che solcano i cieli sopra le loro teste, i caschi blu della Sassari restano saldamente ai propri posti. Il loro compito, previsto dalla risoluzione ONU 1701, è quello di monitorare imparzialmente il conflitto e mantenere aperti i canali di comunicazione tra le parti, anche se spesso sono costretti a ripararsi nei bunker durante gli scambi di fuoco più intensi.
Oltre al monitoraggio militare, il contingente italiano continua a rappresentare un'ancora di salvezza per la popolazione locale. Nei giorni scorsi, i Sassarini hanno scortato centinaia di civili — in gran parte di religione cristiana — in fuga dalle zone di combattimento verso il nord, oltre il fiume Litani.

L'impegno si è concretizzato anche in una massiccia operazione di aiuti: 13 tonnellate di cibo confezionato consegnate alle autorità di Tiro.
Kit medici e igienici acquistati grazie ai fondi della Difesa e alla solidarietà del Banco Farmaceutico e dei Rotary Club.
Assistenza diretta ai centri per sfollati gestiti dalla Disaster Management Unit libanese. "La situazione resta estremamente complessa e delicata", ha ribadito il comando di UNIFIL, lanciando un ulteriore appello per il cessate il fuoco immediato e il ritorno al dialogo diplomatico per proteggere i civili su entrambi i lati della linea di demarcazione.
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