
Lo smart working non favorisce solo il benessere fisico e mentale dei lavoratori e non riduce soltanto l’inquinamento: secondo uno studio internazionale sulla fertilità, contribuisce anche ad aumentare la fecondità delle coppie. I dati raccolti nel biennio 2023-2025 mostrano un incremento della fertilità del 14% nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano da casa almeno un giorno alla settimana, rispetto a chi non sfrutta il lavoro remoto.
La ricerca, intitolata “Lavoro da casa e fertilità”, è finanziata dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ed è guidata dall’economista Cevat Giray Aksoy del King's College di Londra. Il team di studiosi ha analizzato coppie impegnate nello smart working in 38 Paesi, rilevando che la maggiore flessibilità nel lavoro facilita la gestione dei figli e rende più semplice ed economica la vita familiare. Questo approccio potrebbe diventare una strategia efficace per i governi alle prese con il calo demografico.

I dati dello studio sul lavoro da casa e la fertilità
Secondo lo studio, sia la fertilità effettiva sia quella pianificata risultano più elevate tra gli adulti che lavorano da casa almeno un giorno alla settimana. L’effetto è ancora più marcato nelle coppie in cui entrambi i partner usufruiscono dello smart working: in questo caso, la fertilità stimata nel corso della vita aumenta di 0,32 figli per donna rispetto alle coppie senza lavoro remoto.
Il report evidenzia che l’impatto sui tassi di natalità varia da Paese a Paese, a causa delle diverse percentuali di adozione dello smart working. Analisi complementari sui dati statunitensi confermano che maggiori opportunità di lavoro da casa, sia nella professione propria sia in quella del partner, sono correlate a tassi di fecondità più alti nel periodo 2023-2025.

La “ricetta” per incentivare la natalità con lo smart working
Lo studio di Aksoy mostra che la fertilità totale - comprensiva di nascite effettive e progetti di figli futuri - risulta sistematicamente più alta tra chi lavora da casa almeno un giorno alla settimana. Nelle coppie in cui entrambi i partner operano da remoto almeno una volta a settimana, la fecondità complessiva aumenta del 14%, pari a 0,32 figli in più per donna.
I vantaggi derivano dalla riduzione dei tempi di spostamento, dalla maggiore facilità nella gestione dei figli e dal controllo più autonomo della giornata lavorativa. Lo smart working si conferma quindi uno strumento concreto di supporto alla genitorialità flessibile e alla crescita demografica.
«La flessibilità sul luogo di lavoro si sta rivelando uno dei metodi più promettenti ed economici per consentire alle persone di costruire la famiglia che desiderano», ha commentato Cevat Giray Aksoy al Financial Times, anticipando i risultati del suo team di ricerca.
Letizia Demontis
Letizia Demontis