
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha invitato gli istituti italiani a riportare al centro dell’attenzione un tema spesso sottovalutato: la salvaguardia degli ambienti scolastici come parte integrante del percorso formativo. Non si tratta semplicemente di pulizia, ma di promuovere senso civico, rispetto dei beni collettivi e consapevolezza di appartenenza alla comunità.
Il principio espresso è chiaro: l’edificio scolastico non è uno spazio neutro da attraversare con superficialità, bensì un luogo condiviso che richiede attenzione costante. L’intento non è assegnare agli alunni mansioni da addetti alle pulizie, ma renderli partecipi nella gestione dell’ordine e del decoro.

La nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito sollecita dirigenti e docenti a definire regole puntuali e momenti informativi dedicati al tema. Le azioni suggerite sono semplici e concrete: riordinare banchi e sedie al termine delle lezioni, sistemare i laboratori dopo l’uso, lasciare la palestra in condizioni adeguate per la classe successiva.
La quotidianità restituisce un quadro meno rassicurante: banchi incisi, sedute danneggiate, gomme da masticare sotto le scrivanie, scritte offensive nei servizi igienici. Non sono episodi isolati, ma comportamenti ricorrenti. In numerosi edifici i segni del degrado rimangono visibili per anni.

Il richiamo ministeriale si inserisce nel solco dello Statuto delle studentesse e degli studenti, che già prevede il dovere di utilizzare correttamente strutture e strumenti didattici. L’obiettivo non è introdurre misure punitive simboliche, ma rafforzare la consapevolezza che il decoro incide sulla qualità della vita all’interno dell’istituto.
In Paesi come il Giappone, gli alunni partecipano quotidianamente alla pulizia degli ambienti: in quel modello formativo, riordinare rappresenta una lezione pratica di educazione civica.
Letizia Demontis