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27 Febbraio 2026

Instagram, l'alert che rompe il silenzio: i genitori sapranno se i figli cercano aiuto (o pericolo)

Meta ha annunciato il lancio di un nuovo sistema di sicurezza su Instagram: un'allerta proattiva che avviserà i genitori se i propri figli minorenni effettuano ricerche ripetute su temi legati al suicidio e all'autolesionismo

Nell’era delle notifiche istantanee, ce n'è una che nessun genitore vorrebbe mai ricevere, ma che potrebbe salvare una vita. Meta ha annunciato il lancio di un nuovo sistema di sicurezza su Instagram: un'allerta proattiva che avviserà i genitori se i propri figli minorenni effettuano ricerche ripetute su temi legati al suicidio e all'autolesionismo.

La misura, presentata ufficialmente il 26 febbraio 2026, segna un cambio di passo epocale: la piattaforma non si limita più a nascondere i contenuti dannosi, ma decide di "bussare alla porta" delle famiglie nel mondo reale.

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L'allarme non resterà confinato tra le notifiche dello smartphone. Per garantire che il segnale non passi inosservato, Meta invierà gli avvisi attraverso molteplici canali: WhatsApp (una novità assoluta per l'integrazione della sicurezza), SMS ed Emailnotifiche in-app sul profilo del genitore.

Il sistema non scatterà per una singola ricerca isolata, ma si attiverà quando l'algoritmo rileva comportamenti ricorrenti e concentrati in un breve lasso di tempo. Cliccando sull'allerta, il genitore vedrà un messaggio a tutto schermo che spiega la situazione, offrendo il contesto necessario senza però mostrare dettagli morbosi o la cronologia completa, nel tentativo di bilanciare protezione e privacy.

Meta ha ammesso di aver scelto una soglia di attivazione prudente, consultandosi con il Suicide and Self-Harm Advisory Group. L'obiettivo è chiaro: meglio un "falso positivo" (un'allerta per una ricerca meno grave) che un silenzio che potrebbe rivelarsi fatale.

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Tuttavia, gli esperti avvertono: la notifica è solo l'inizio. Per questo Instagram ha incluso guide pratiche sviluppate con psicologi per insegnare ai genitori come aprire il dialogo senza spaventare o colpevolizzare il ragazzo. Il rischio è che un intervento troppo brusco possa spingere l'adolescente a chiudersi ancora di più o a migrare verso piattaforme meno controllate.

Il lancio arriva in un momento caldissimo per Mark Zuckerberg, attualmente impegnato in diversi processi negli Stati Uniti (a Los Angeles e in New Mexico) con l'accusa di non aver protetto a sufficienza i minori dalle dipendenze digitali e dallo sfruttamento. Con questa mossa, Meta tenta di dimostrare che la tecnologia può essere un alleato della salute mentale, e non solo una sua minaccia.

 

 

 

@Redazione Sintony News