
Oggi, martedì 24 febbraio 2026, si apre ufficialmente la 76ª edizione del Festival di Sanremo, l’evento più rilevante della musica italiana e della televisione nazionale. La conferenza stampa di presentazione ha visto la partecipazione del direttore artistico Carlo Conti, del co-conduttore della prima serata Can Yaman e del conduttore del DopoFestival Nicola Savino, insieme ai volti del Prima Festival Carolina Rey, Ema Stokholma e Manola Moslehi.

Omaggio a Maurizio Costanzo
All’inizio della conferenza, Carlo Conti ha voluto ricordare Maurizio Costanzo, scomparso il 24 febbraio di tre anni fa: «Vorrei ricordare un grande uomo di televisione, il vostro collega Maurizio Costanzo. Credo sia doveroso farlo tutti insieme». La sala stampa ha accolto questo momento con un lungo applauso, sottolineando l’importanza del giornalista e conduttore nella storia della televisione italiana.

Can Yaman: emozioni, progetti e dichiarazioni
Il giovane attore turco, co-conduttore della prima serata, ha raccontato come sta vivendo l’esperienza all’Ariston: «Ho cercato di non pensarci troppo, ero impegnatissimo sul set in Spagna. Mi affido a Carlo e spero di non combinare pasticci. È un’esperienza molto nuova per me». Riguardo al recente episodio in Turchia, Yaman ha chiarito: «Non c’è alcun caso, si tratta di controlli di routine. Mi hanno liberato in meno di 24 ore. Non è mai accaduto nulla di particolare».
Sulla vita privata, ha dichiarato di essere single, mentre sulle prossime riprese di Sandokan ha spiegato che, sebbene inizialmente previste per l’estate, servirà più tempo per il budget e la produzione. L’attore ha inoltre confermato che tornerà a Roma in estate per girare con la Lux Vide la commedia Bro.

Kabir Bedi e il nuovo Sandokan
Una delle sorprese della prima serata sarà l’incontro sul palco tra i due Sandokan: Kabir Bedi, storico interprete del 1976, e Can Yaman, protagonista del recente remake targato Rai. Conti ha annunciato: «Stasera, dopo cinquant’anni, il primo Sandokan incontrerà il nuovo Sandokan».
Nicola Savino ha scherzato: «E arriva anche la tigre!», suscitando le risate della sala stampa. Kabir Bedi aveva anticipato la sua partecipazione sui social, definendo la sua missione “segreta” e riferendo uno spostamento dall’Europa verso l’Italia.

Atmosfera in conferenza e battute tra Conti e Yaman
Carlo Conti ha sottolineato il suo ruolo nel mantenere un clima sereno sul palco: «Il mio compito è garantire tranquillità e gestire eventuali imprevisti. Con Sanremo tutti vogliono esprimere la propria opinione, ma porto con me leggerezza e ironia toscana». Non sono mancati momenti di leggerezza, come la battuta con Yaman: «Mi supera per abbronzatura, ma non per fisico».
I cantanti in gara
La prima serata celebrerà gli 80 anni della Repubblica Italiana e vedrà sul palco tutti gli artisti in gara, comprese le Nuove Proposte. L’ordine annunciato da Conti è:

DopoFestival
Nicola Savino ha anticipato le novità del DopoFestival, che vedrà la partecipazione di Laura Pausini, Aurora Leone e Federico Basso, accompagnati dalla musica del maestro Cremonesi. Savino ha scherzato sul proprio entusiasmo: «È il mio quarto DopoFestival, ma sembra come se fosse il primissimo».
Le parole di Carlo Conti: tradizione, serenità e gestione del Festival
Al termine della conferenza stampa il direttore artistico ha poi approfondito alcuni dettagli sul Festival, anticipando novità, chiarimenti e la sua filosofia alla guida della manifestazione. La prima sorpresa riguarda l’apertura della serata con lo storico jingle e la voce di Pippo Baudo, a cui è dedicata questa edizione: «La voce che dirà ‘benvenuti al teatro Ariston’ sarà quella di Pippo», ha spiegato Conti.
Riguardo alla presenza di Morgan, inizialmente previsto per un duetto con Chiello, Conti ha chiarito: «Non sono un giudice: fino a che non c’è una sentenza definitiva, se l’artista desidera partecipare, non posso impedirglielo per antipatia personale. È un Festival democratico. Sarebbe grave trasformare una scelta artistica in un giudizio sulla vita privata».

Il direttore artistico ha poi parlato della propria serenità rispetto agli ascolti: «L’anno scorso sembrava impossibile eguagliare certi numeri, e invece un mix di caso, fortuna e bravura ci ha permesso di superarli. Anche se gli ascolti dovessero calare, manterrò la stessa tranquillità. Lo scenario è differente: ci siamo spostati di due settimane, i competitor sono diversi e ci sono le partite di calcio. Per fortuna la Fiorentina gioca giovedì alle 18.45 e la potrò seguire», ha scherzato.
Sul tono del Festival, Conti ha specificato: «Non si tratta di un festival democristiano, semmai cristiano e democratico: cristiano per la mia modesta fede, democratico perché aperto a tutti».

Sul caso Andrea Pucci, assente per scelta personale: «Rispetto la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, e quanto dichiarato, ma non posso obbligare nessuno. Credo che Pucci avrà tempo nei prossimi mesi per dimostrare la propria forza nei teatri e continuare a far divertire il pubblico».
Riguardo a Amedeo Minghi, che aveva criticato le proprie esibizioni: «Minghi quest’anno non aveva presentato alcun brano, quindi dormo tranquillo. Per il premio alla carriera ho convinto il Comune di Sanremo ad assegnarne già tre in questa edizione».
Letizia Demontis