
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 stanno confermando una tendenza inarrestabile: il curling non è più uno sport di nicchia. Trascinato dai successi azzurri — che proprio in queste ore hanno arricchito il medagliere italiano con un altro metallo prezioso — il "gioco delle pietre" sta reclutando migliaia di nuovi fan. Ma cosa rende questa disciplina così magnetica? Ecco dieci curiosità che cambieranno il vostro modo di guardare la prossima end.
Perché la pietra curva (fa il "curl") mentre scivola? Sembra incredibile, ma i fisici hanno discusso per decenni prima di trovare una spiegazione univoca. Il movimento coinvolge attrito, rotazione e la temperatura del ghiaccio. Qui entra in gioco la scopa: spazzolare non serve a pulire, ma a scaldare il ghiaccio per attrito. Questo crea un sottile velo d'acqua che permette alla pietra di andare più lontano e con una traiettoria più dritta.
Tra il 2014 e il 2015, il curling ha vissuto il suo terremoto tecnologico. Alcune nuove scope permettevano un controllo della traiettoria così preciso da essere paragonato a un joystick. Dopo accuse di tiri "impossibili" e test segreti, la federazione mondiale ha dovuto cambiare le regole sui materiali per evitare che la tecnologia uccidesse la tecnica.
Le pietre olimpiche sono pezzi unici. Quasi tutte arrivano da un solo luogo al mondo: l'isola scozzese di Ailsa Craig. Il granito estratto qui (il Blue Hone e il Common Green) è incredibilmente resistente e impermeabile. Il problema? È una cava minuscola e si teme che il materiale di qualità possa esaurirsi nei prossimi decenni. Una singola pietra può costare fino a 2.000 euro.
Il soprannome storico del curling è "il gioco ruggente". Il motivo è il suono distintivo, simile a un ruggito o a un sibilo, prodotto dal granito che scivola sul pebble, le goccioline d'acqua congelate che rendono la superficie del ghiaccio ruvida.

Lontano dal fair play sabaudo, nel 1980 il canadese Paul Gowsell divenne un'icona. Soprannominato "Pizza Paul", durante una gara ufficiale ordinò due pizze giganti e le mangiò sul ghiaccio con i compagni mentre gli avversari lanciavano. Uno stile ribelle che è rimasto nella storia.
Il curling è uno dei pochi sport al mondo in cui vige lo "Spirit of Curling": gli atleti si arbitrano da soli. Se un giocatore tocca accidentalmente una pietra, è lui stesso a dichiarare il fallo. Esultare per l'errore dell'avversario è considerato di pessimo gusto.
È uno degli sport più antichi del pianeta. La pietra da curling più vecchia mai ritrovata risale al 1511 (scoperta vicino a Stirling, in Scozia). Nonostante questa storia millenaria, è diventato sport olimpico ufficiale solo nel 1998.

Nell'800, in Canada, non c'era il granito scozzese per tutti. Le pietre erano fatte di ferro, pesavano quasi 40 kg e avevano una forma che ricordava un bollitore da tè. Lanciarle richiedeva una forza fisica bruta, ben lontana dall'eleganza millimetrica di oggi.
Perché oggi il curling sembra più dinamico? Merito della regola introdotta nel 2018 che impedisce di eliminare le pietre di guardia avversarie nei primi lanci. Questo obbliga le squadre a giocare in attacco, rendendo le partite meno tattiche e più ricche di colpi di scena.
Il curling ha seguaci insospettabili. George Clooney ha confessato di aver passato ore a studiarlo in hotel durante le riprese di un film in Canada. Anche Mr. T (l'iconico P.E. Baracus di A-Team) e i reali inglesi Kate e William sono grandi appassionati della disciplina. In Italia, dopo l'oro di Pechino 2022 di Constantini e Mosaner, il fenomeno è ormai diventato di massa.
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