
L’aria nelle città italiane sta diventando più respirabile, ma non abbastanza velocemente da evitare le sanzioni europee. Secondo il report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, nel corso del 2025 è sceso a 13 il numero dei capoluoghi che hanno superato il limite di legge per il Pm10 (fissato a 50 µg/m³ per massimo 35 giorni l’anno). Un netto miglioramento rispetto ai 25 comuni del 2024 e ai 29 del 2022, che tuttavia nasconde una realtà preoccupante se proiettata verso i nuovi target del 2030.
Il capoluogo siciliano conquista la "maglia nera" dell'inquinamento atmosferico: Palermo, 89 giorni di sforamento (ben oltre il doppio del consentito); Milano 66 giorni; Napoli 64 giorni; Ragusa 61 giorni.

Seguono in lista nera Frosinone (55), Lodi e Monza (48). Nonostante il calo complessivo degli sforamenti, Legambiente avverte: se applicassimo oggi i limiti che entreranno in vigore nel 2030, il 53% delle città italiane risulterebbe fuorilegge per il Pm10 e ben il 73% per il Pm2.5.
La lentezza nel ridurre le emissioni ha portato a una conseguenza immediata: a gennaio 2026, la Commissione Europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l’Italia. Il motivo è il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla direttiva Nec 2016. «Si continua a pagare l’assenza di una strategia forte su trasporto collettivo, elettrificazione e agroecologia», denuncia Legambiente. Senza interventi strutturali su riscaldamento e agricoltura intensiva, i target UE resteranno un miraggio.

Nell'Isola l'aria migliora, ma i parametri futuri restano uno scoglio difficile da superare.
Cagliari, sebbene rientri nei limiti attuali, è tra le 55 città italiane che non rispettano il futuro limite del 2030 (20 µg/m³). Con una media attuale di 29 µg/m³, la città dovrà ridurre le concentrazioni di Pm10 di quasi il 31% in soli quattro anni. Anche per il biossido di azoto (NO2), Cagliari dovrà tagliare le emissioni del 20%.
Sassari e Oristano: risultano attualmente nella norma per Pm10 e NO2.
Nuoro, resta l'incognita, data l'assenza di dati monitorati per i parametri principali.
@Redazione Sintony News