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9 Febbraio 2026

Qualità dell’aria, obiettivi ancora lontani: allarme per la Sardegna

Sull’isola l’aria migliora, ma troppo lentamente. Cagliari, insieme a Cremona, Lodi, Verona, Torino e Napoli fa parte delle 55 città che non rispettano il limite previsto per il Pm10 di 20 microgrammi per metro cubo al giorno

L’aria nelle città italiane sta diventando più respirabile, ma non abbastanza velocemente da evitare le sanzioni europee. Secondo il report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, nel corso del 2025 è sceso a 13 il numero dei capoluoghi che hanno superato il limite di legge per il Pm10 (fissato a 50 µg/m³ per massimo 35 giorni l’anno). Un netto miglioramento rispetto ai 25 comuni del 2024 e ai 29 del 2022, che tuttavia nasconde una realtà preoccupante se proiettata verso i nuovi target del 2030.

Il capoluogo siciliano conquista la "maglia nera" dell'inquinamento atmosferico: Palermo, 89 giorni di sforamento (ben oltre il doppio del consentito); Milano 66 giorni;  Napoli 64 giorni; Ragusa 61 giorni.

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Seguono in lista nera Frosinone (55), Lodi e Monza (48). Nonostante il calo complessivo degli sforamenti, Legambiente avverte: se applicassimo oggi i limiti che entreranno in vigore nel 2030, il 53% delle città italiane risulterebbe fuorilegge per il Pm10 e ben il 73% per il Pm2.5.

La lentezza nel ridurre le emissioni ha portato a una conseguenza immediata: a gennaio 2026, la Commissione Europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l’Italia. Il motivo è il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla direttiva Nec 2016. «Si continua a pagare l’assenza di una strategia forte su trasporto collettivo, elettrificazione e agroecologia», denuncia Legambiente. Senza interventi strutturali su riscaldamento e agricoltura intensiva, i target UE resteranno un miraggio.

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Nell'Isola l'aria migliora, ma i parametri futuri restano uno scoglio difficile da superare.

Cagliari, sebbene rientri nei limiti attuali, è tra le 55 città italiane che non rispettano il futuro limite del 2030 (20 µg/m³). Con una media attuale di 29 µg/m³, la città dovrà ridurre le concentrazioni di Pm10 di quasi il 31% in soli quattro anni. Anche per il biossido di azoto (NO2), Cagliari dovrà tagliare le emissioni del 20%.

Sassari e Oristano: risultano attualmente nella norma per Pm10 e NO2.

Nuoro, resta l'incognita, data l'assenza di dati monitorati per i parametri principali.

 

@Redazione Sintony News