
Oggi il ruolo del padre è cambiato: non si limita più a lavorare, ma partecipa attivamente alla cura dei figli. I padri moderni sanno cambiare pannolini, giocare con i bambini e seguirli nelle attività quotidiane, apportando benefici concreti allo sviluppo.
Studi americani confermano che tra il 1975 e il 2018 il tempo che i padri trascorrono con i figli è cresciuto costantemente. I padri millennial dedicano circa il 6% di tempo in più rispetto alla generazione precedente e, anche se le madri rimangono più presenti, cresce il desiderio maschile di partecipare alla vita familiare e ai lavori domestici.

Tra il 2019 e il 2024, probabilmente anche a causa della pandemia, gli uomini hanno trascorso l’11% di tempo in più con i figli e hanno contribuito per il 30% alle faccende domestiche. Una ricerca del 2023 mostra che i padri presenti dedicano in media 7,8 ore settimanali alla cura dei bambini, fino a dieci ore tra i più istruiti e tra coloro che convivono o sono sposati.
I benefici per i figli sono evidenti: migliori risultati scolastici, meno problemi comportamentali e maggiore stabilità relazionale e futura professionale. Secondo il Pew Research Center, il 57% dei padri considera la genitorialità una parte centrale della propria identità, quasi quanto le madri. Oggi il 97% cambia i pannolini dei figli, e il numero di uomini che richiedono il congedo parentale è aumentato del 70%.

Anche in Italia la tendenza è in crescita: tra il 2013 e il 2022 le richieste di congedo di paternità sono triplicate, ma il Paese resta indietro rispetto all’Europa, con soli 10 giorni retribuiti contro il mese previsto altrove. Nonostante questo, la volontà dei giovani padri di partecipare è evidente: la strada per una paternità più presente è ormai tracciata.
Letizia Demontis