
Roma rende omaggio a Valentino Garavani, l’imperatore dell’haute couture italiana, scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni. La camera ardente sarà aperta al pubblico il 21 e il 22 gennaio, dalle 11 alle 18, presso la sede della Fondazione Valentino in Piazza Mignanelli. I funerali si svolgeranno venerdì 23 gennaio alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in Piazza della Repubblica.
Valentino ha legato indissolubilmente il proprio nome a Roma e all’alta moda internazionale, diventando uno dei simboli assoluti dell’eleganza italiana nel mondo. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca per la couture globale e lascia un vuoto profondo nella moda capitolina, da sempre punto di riferimento per i grandi brand del lusso.

La Maison Valentino, oggi controllata per il 70% dal fondo sovrano del Qatar Mayhoola for Investments e, dal 2023, per il restante 30% dal gruppo francese Kering, attraversa una fase complessa. Nel 2024 ha registrato una perdita di circa 78 milioni di euro, complice il rallentamento degli acquisti nei mercati chiave di Cina ed Europa. Questa situazione ha portato al rinvio al 2029 dell’opzione che avrebbe consentito a Kering di rilevare il restante 70% della società, inizialmente prevista entro il 2028, sulla base di una valutazione complessiva di 5,6 miliardi di euro.
La storia finanziaria della Maison riflette le oscillazioni del mercato del lusso. Valentino cedette l’azienda nel 1998 per 540 miliardi di lire (circa 280 milioni di euro). Il valore del marchio salì fino a 5,3 miliardi di euro nel 2007, quando fu acquisito dal fondo Permira, per poi scendere a circa 700 milioni nel 2012, anno in cui il Qatar rilevò l’intero brand. Per Mayhoola, l’operazione si è rivelata vincente: il valore del marchio risulta oggi moltiplicato per otto.

Nel corso degli anni è cresciuto anche il patrimonio personale dello stilista, stimato attorno a 1,5 miliardi di euro, frutto della vendita dell’azienda, dei diritti d’immagine, delle royalties e delle numerose licenze. A questo si aggiunge un prestigioso patrimonio immobiliare tra Roma, Parigi, Londra, New York e la Svizzera - incluso il celebre castello di Wideville - per un valore stimato di circa 350 milioni di euro, oltre a una collezione d’arte e beni di pregio valutata in ulteriori 200 milioni.
Ora Roma gli rende l’ultimo saluto, celebrando un maestro che ha portato l’eleganza italiana sulle passerelle di tutto il mondo.
Letizia Demontis