
Sono sempre più numerosi gli adolescenti che girano con quelle che vengono classificate come armi improprie: coltelli, tirapugni, mazze, catene e persino storditori elettrici. Un fenomeno in aumento in tutta Italia, sebbene il tasso di delinquenza minorile – pur in crescita – continui a rimanere tra i più bassi d’Europa.
A tracciare il quadro è l’anticipazione della ricerca “A mano armata. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, realizzata dal Polo Ricerche di Save the Children e in uscita a marzo. I dati mostrano un incremento significativo: tra il 2019 e il 2024 i minori segnalati per porto di armi improprie sono passati da 778 a 1.946.

La tendenza non accenna a rallentare. Solo nel primo semestre del 2025, infatti, i giovanissimi trovati in possesso di coltelli, bastoni o catene sono già 1.096, un dato che fa prevedere un ulteriore aumento entro la fine dell’anno.
Un fenomeno in evoluzione che solleva interrogativi non solo sulla sicurezza, ma anche sul disagio sociale e sulle nuove forme di violenza giovanile, sempre più spesso al centro delle cronache nazionali.
Letizia Demontis