Quello che doveva essere il "Viaggio della Fiamma", simbolo millenario di unità e valori sportivi, si sta trasformando nel capitolo più grottesco e discusso di Milano-Cortina 2026. Dopo le feroci polemiche per l'esclusione di atleti leggendari a favore di influencer e volti dello spettacolo, scoppia ora il caso del "mercatino nero" online: le divise ufficiali dei tedofori, pezzi unici non destinati alla vendita, sono apparse a centinaia su piattaforme di rivendita come Vinted.
L'indiscrezione, scoperchiata da una riflessione del giornalista Massimiliano Ambesi, ha rivelato un dettaglio surreale: diversi tedofori avrebbero partecipato alla staffetta nascondendo accuratamente l'etichetta sotto la giacca. L'obiettivo? Rivendere il kit come "nuovo con cartellino" per massimizzarne il valore collezionistico.
Il kit, fornito dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico), comprende giacca, pantaloni, guanti e cappellini. Poiché si tratta di materiale prodotto in esclusiva per gli staffettisti e mai commercializzato nei negozi ufficiali, il suo valore sul mercato secondario è schizzato alle stelle.
Facendo un giro sui siti di reselling, ci si imbatte in inserzioni che confermano il business illegale. Contattando alcuni venditori, emerge una realtà consolidata. Kit completo: dai 500 ai 1.500 euro.
Giacca singola: circa 500 euro.
Accessori (guanti o cappellini): intorno ai 50 euro.
I venditori interpellati confermano con orgoglio l'autenticità: «È la tuta ufficiale che hanno solo i tedofori, non la trovi da nessuna parte». Una pratica che viola apertamente il regolamento olimpico, che stabilisce come i kit siano strettamente personali e non cedibili.

La situazione è diventata un caso politico nazionale. Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il Ministro per lo Sport Andrea Abodi hanno convocato un vertice d'urgenza per fare luce su questa gestione definita da molti "opaca".
Abodi, già spiazzato dalle scelte dei profili dei tedofori, deve ora affrontare un danno d'immagine senza precedenti: il simbolo dei Giochi utilizzato come merce di scambio da "gente comune" o influencer che sembrano aver scambiato il percorso della fiaccola per una passerella di lucro.
Gli organizzatori di Milano-Cortina e il CIO potrebbero intervenire duramente. Poiché l'uso del marchio olimpico e la cessione di materiale protetto sono regolamentati da contratti ferrei, i venditori rischiano denunce per utilizzo non autorizzato e violazione dei diritti di proprietà intellettuale.
@Redazione Sintony News