
Dopo un avvio d’anno insolitamente mite, la Sardegna si prepara a un deciso cambiamento delle condizioni meteorologiche. Una vasta perturbazione di origine nord-europea sta interessando l’Isola, portando instabilità diffusa, precipitazioni e un sensibile abbassamento delle temperature.
Gli esperti della base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu hanno segnalato l’arrivo delle piogge nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, seguite da una temporanea attenuazione dei fenomeni nella giornata dell’Epifania. La tregua sarà però di breve durata: dalla sera del 6 gennaio le precipitazioni riprenderanno, accompagnate da un progressivo raffreddamento dell’aria, con lo zero termico previsto intorno ai mille metri sui rilievi del Gennargentu.
Il passaggio più critico è atteso tra mercoledì 7 gennaio e le prime ore di giovedì 8. In questa fase non si escludono nevicate anche a quote collinari, tra i 600 e i 1.000 metri, mentre successivamente la neve interesserà soprattutto le aree montane più elevate.

Il calo delle temperature sarà marcato. A partire dall’Epifania, nelle zone interne si scenderà fino a 2-4 gradi, mentre nel Campidano i valori si manterranno intorno agli 8 gradi. Il 7 gennaio, in particolare, i termometri potrebbero toccare lo zero anche al di sotto dei 600 metri, favorendo la formazione di gelate diffuse su gran parte del territorio regionale.
A rendere ancora più rigide le condizioni contribuirà il maestrale, previsto in intensificazione tra il 7 e l’8 gennaio, con possibili mareggiate lungo il versante occidentale dell’Isola.
Tra la seconda parte dell’8 e la giornata del 9 gennaio è atteso un temporaneo miglioramento, legato alla rimonta dell’alta pressione, che porterà cieli più stabili e un lieve rialzo termico. Si tratterà tuttavia di una breve parentesi: tra il 9 e il 10 gennaio è previsto un nuovo impulso perturbato dal Nord Europa, accompagnato da aria ancora più fredda e da un ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Letizia Demontis