
Il tragico mosaico delle vittime italiane nella strage di Capodanno a Crans-Montana è purtroppo completo. L'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha riferito che le operazioni di riconoscimento dei sei giovani connazionali rimasti uccisi nel devastante incendio del locale "Le Constellation" sono terminate.
Ai nomi già tristemente noti dei giorni scorsi, si aggiungono ora gli ultimi due profili che risultavano dispersi, confermando un bilancio generazionale pesantissimo per il nostro Paese.

Si tratta di sei adolescenti che avevano scelto la nota località sciistica elvetica per festeggiare l’inizio del 2026: Giovanni Tamburi (16 anni, Bologna), Achille Barosi (16 anni, Milano), Chiara Costanzo (16 anni, Milano), Emanuele Galeppini (quasi 17 anni, Genova), Sofia Prosperi (15 anni, italo-svizzera), Riccardo Minghetti (16 anni, Roma).
Oltre alle sei vittime, restano quindici i giovani italiani feriti nel rogo, molti dei quali ancora ricoverati in diverse strutture ospedaliere tra la Svizzera e l'Italia (in particolare al Niguarda di Milano) per le ustioni e le complicazioni respiratorie riportate.
Le parole dell'ambasciatore Cornado, pronunciate domenica mattina al termine di una cerimonia di commemorazione proprio a Crans-Montana, non lasciano spazio a interpretazioni e caricano di responsabilità i gestori e i controllori:

«Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia: è stata una tragedia evitabile. Sarebbero bastati un po' di prevenzione e un minimo di buon senso».
Il diplomatico ha dato voce al dolore e alla rabbia delle famiglie, sottolineando come la sicurezza del locale non fosse all'altezza della folla ospitata per la notte di San Silvestro.
Mentre la Svizzera si prepara a una giornata di lutto nazionale indetta per venerdì 9 gennaio, la magistratura del Cantone Vallese procede spedita. Le ipotesi di reato al centro dell'inchiesta sono omicidio e incendio colposi.

Gli inquirenti si stanno concentrando su due aspetti critici: diverse testimonianze confermano che alcune vie di fuga fossero bloccate o inagibili al momento del divampare delle fiamme, si indaga sull'uso di rivestimenti acustici non conformi alle norme antincendio che avrebbero accelerato la propagazione del fuoco e dei fumi tossici.
Con la proclamazione del lutto nazionale, la Confederazione Elvetica intende stringersi attorno alle famiglie delle 40 vittime totali (di cui sei italiane). Sarà un momento di riflessione per un intero Paese, ma anche il punto di partenza per una battaglia legale che si preannuncia lunga e complessa, volta a stabilire le responsabilità dirette di chi doveva garantire la sicurezza di centinaia di giovanissimi.
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