
Non più solo cibo e guinzagli, ma toelettatura avanzata, pet-sitting professionale, fisioterapia e benessere psicofisico. La Pet Economy in Sardegna è un settore in pieno fermento che, nell'ultimo decennio, ha radicalmente cambiato volto, spostando il baricentro dal semplice commercio alla fornitura di servizi evoluti.
Secondo l'ultima elaborazione dell'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna su dati UnionCamere e Movimprese, nell'Isola operano oggi 771 imprese dedicate agli animali domestici. Un comparto che contribuisce a un giro d'affari nazionale che ha ormai sfondato il tetto dei 3 miliardi di euro l'anno.

Il monitoraggio 2014-2024 rivela una trasformazione profonda. Se il commercio tradizionale segna il passo (-17,5%), i servizi legati alla salute e alla cura della persona (anzi, del pet) volano a ritmi vertiginosi.
Servizi Veterinari: sono l'asset con la crescita più impetuosa, registrando un +164% nel decennio.
Servizi di Cura: toelettatura, addestramento e benessere generale segnano un +85% (dato che sale al 90,1% se si isolano le attività specifiche di pet-sitting e fisioterapia).
Allevamento: tiene quello tradizionale (65 imprese), mentre crolla la riproduzione di conigli da appartamento (-33,3%).

A livello italiano, la tendenza è analoga. Sono quasi 27.000 le imprese attive, con la Lombardia in testa (3.870 attività) seguita dalla Campania (2.871). La crescita media nazionale dei servizi di cura negli ultimi cinque anni è stata del 32%, a dimostrazione di come il rapporto tra persone e animali sia diventato più intimo e orientato alla prevenzione sanitaria.
Il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni, vede in questi numeri una grande opportunità per il tessuto produttivo regionale, specialmente per le fasce più colpite dalla crisi occupazionale.
«La Pet Economy crea lavoro vero, soprattutto per i giovani e per le donne», spiega Meloni. «Assistiamo alla nascita di nuove figure professionali: artigiani che realizzano prodotti su misura, alimenti di alta qualità e servizi specialistici. Non è più una nicchia, ma una realtà consolidata che mette al centro la relazione affettiva».

Secondo Meloni, l'artigianato sardo ha le carte in regola per primeggiare grazie a creatività e attenzione alla qualità, ma occorre un salto di qualità: «Serve investire in formazione specializzata, digitalizzazione e reti di impresa. Valorizzare questo settore significa investire nel nostro futuro sociale ed economico».
Il consumatore sardo è oggi molto più attento: non si limita a possedere un animale, ma ne ricerca la longevità e la qualità della vita. Questo ha aperto le porte a micro-imprese altamente specializzate che offrono trattamenti di benessere un tempo riservati solo agli esseri umani.
@Redazione Sintony News