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2 Gennaio 2026

La pasta Made in Italy vince negli Usa: Trump riduce i dazi 

Il Made in Italy premiato: Washington riduce le tariffe e rinvia gli aumenti

Il Made in Italy ottiene un risultato significativo negli Stati Uniti. Donald Trump ha posticipato di un anno l’aumento delle tariffe su mobili imbottiti e arredi da cucina e da bagno, rinviandone l’entrata in vigore al 2027. La firma del provvedimento, arrivata poche ore prima della fine del 2025, congela temporaneamente i rincari che sarebbero scattati il 1° gennaio, con aliquote previste fino al 30% sui mobili imbottiti e al 50% sugli arredi per cucina e bagno. Il rinvio, motivato dalla necessità di lasciare spazio a negoziati commerciali con i partner esteri, segue l’introduzione, lo scorso ottobre, di tariffe iniziali al 25%.

Parallelamente, il Dipartimento del Commercio statunitense ha ridotto in modo significativo i dazi antidumping sulla pasta italiana. L’analisi post-preliminare, comunicata prima della conclusione formale dell’indagine - prevista per l’11 marzo 2026 - rivede le aliquote fissate provvisoriamente il 4 settembre: dal 91,74% iniziale, i dazi scendono al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri undici produttori non campionati, tra cui Barilla.

Secondo la Farnesina, la riduzione delle tariffe rappresenta un riconoscimento da parte delle autorità americane della collaborazione delle aziende italiane e dell’efficacia dell’azione diplomatica italiana, sostenuta anche dalla Commissione europea, che ha presentato memorie difensive a tutela dei produttori coinvolti. La procedura antidumping resta tuttavia formalmente aperta e le nuove aliquote diventeranno operative solo al termine dell’indagine.

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha commentato: «La buona notizia dagli Stati Uniti dimostra che il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porta risultati concreti. A ottobre, a Chicago, insieme all’ambasciatore Marco Peronaci, avevamo lanciato un segnale chiaro: le istituzioni italiane non avrebbero abbandonato i produttori di pasta. Oggi possiamo dire di aver scelto la strada giusta: le tariffe sono state fortemente ridimensionate. Ancora una volta il lavoro di squadra ha dato i suoi frutti».

Soddisfazione è stata espressa anche da Coldiretti e Filiera Italia, che hanno sottolineato il ruolo decisivo della diplomazia italiana e dei ministri Tajani e Lollobrigida. Nel 2024 l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti ha raggiunto i 671 milioni di euro, confermando il mercato americano come uno dei più strategici per il settore.

L’intervento di Washington evidenzia un approccio più ampio della politica commerciale statunitense: accanto alla riduzione dei dazi sulla pasta, il rinvio delle tariffe sui mobili apre spazi per negoziati e possibili accordi con i partner internazionali, tutelando al tempo stesso la capacità industriale del comparto legno-arredamento.

Letizia Demontis