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20 Novembre 2023

Giulia, un delitto premeditato? Sacchi da spazzatura trovati nell'auto di Filippo

Nel suo pc tracce di ricerca su Google di un kit di sopravvivenza. Turetta in carcere in Germania. Non si è opposto all'estradizione, in Italia tra 10 giorni

Il processo a Filippo Turetta si svolgerà sul filo della premeditazione. Tra una decina di giorni sarà estradato in Italia dalle autorità tedesche che lo hanno catturato ieri ai margini di un’autostrada, in auto, senza carburante e senza soldi. Ora gli inquirenti italiani dovranno scoprire se il 22enne abbia pianificato di uccidere Giulia o agito di impulso in seguito alla lite con l’ex fidanzata. A questa domanda dovrà rispondere ai giudici ma, intanto, gli investigatori sono chiamati a raccogliere ogni prova relativa al delitto di Giulia Cecchettin. Rientrerà in Italia anche la sua auto, fondamentale per raccogliere elementi utili all'indagine.

 

 

Il coltello. Individuare o meno una eventuale premeditazione è fondamentale in termini di giudizio perché, se viene provata, Turetta rischia l'ergastolo. In assenza, la sua condanna sarà al massimo a 30 anni di carcere e la differenza con il "fine pena mai" è fondamentale. Una delle domande che gli investigatori si pongono in queste ore riguarda il coltello col quale è stata uccisa Giulia. Perché Turetta è andato armato all'appuntamento con l'ex fidanzata? Ma, soprattutto, quello che ha usato per aggredirla è un utensile da cucina oppure un altro tipo di coltello? Perché nel caso in cui venisse provato che l'ha uccisa con un coltello reperito presso l'abitazione e poi portato con sé, la premeditazione sarebbe conclamata.

 

Omicidio di Giulia Cecchettin, le immagini del luogo dove è stato trovato  il corpo

 

Nei pressi dell'area il cui le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la lite, le forze dell'ordine ne hanno rinvenuto uno spezzato. Ora è necessario procedere con le analisi per capire se sia stata quella l'arma utilizzata per uccidere Giulia o se sia estranea a questa indagine.

 

 

Lo scotch e i sacchi neri. C'è poi, la questione del nastro adesivo. Ne sono stati rinvenuti pezzi nel parcheggio dove si è svolta l'aggressione della ragazza e della colla è stata trovata sui capelli repertati nei pressi delle macchie di sangue a Fossò. Nei giorni scorsi gli inquirenti hanno effettuato una perquisizione a casa di Turetta per verificare se nell'abitazione ci fossero prodotti compatibili con quel particolare tipo di adesivo ma non è escluso che all'interno dell'auto dell'ex fidanzato di Giulia venga ritrovato un rotolo compatibile. In più, c'è da dirimere anche ogni dubbio relativo ai sacchi neri con i quali Turetta ha avvolto il corpo della ragazza prima di gettarla nel canalone. Li ha portati con sé da casa, quindi questo supporterebbe la tesi della premeditazione, oppure li ha trovati nel percorso fatto in quella notte del terrore?

 

 

I contanti. C'è poi l'elemento dei contanti. Nella sua fuga, Turetta non ha mai usato la carta di credito e non ha mai effettuato un prelievo. Aveva con sé, presumibilmente, alcune centinaia di euro che gli sono serviti per coprirsi la latitanza e arrivare fino in Germania. Fa riflettere la lucidità del ragazzo nel non utilizzare mai strumenti di pagamento elettronici per evitare di essere intercettato, ma anche la presenza nelle tasche di un 22enne, nel 2023, di diverse centinaia di euro, quando ormai le carte di credito vengono utilizzate anche per piccoli acquisti. Anche questo potrebbe supportare un elemento di premeditazione ma solo il ritorno di Turetta in Italia e i relativi interrogatori e perquisizioni potranno fornire elementi concreti in tal senso. Risposte che gli inquirenti potranno avere solo dopo l’interrogatorio dell’assassino.

Redazione sintony.it