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21 Marzo 2023

Mafia, oggi l’Italia ricorda le 1068 vittime cadute per mano delle organizzazioni mafiose

Mattarella a Casal di Principe sulle orme di Don Diana. Manifestazioni in tutto il Paese per dire no allo strapotere di mafia, ndrangheta e camorra
La triste immagine della strage di Capaci

Si celebra oggi, martedì 21 marzo,  la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Molte le iniziative organizzate in tutta Italia, da Milano a Roma, passando per Casal di Principe, nel cure della terra dei fuochi, dov’è atteso il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Mai prima di adesso un Capo dello Stato si era spinto fin dentro la provincia di Caserta. Mattarella rende omaggio alla memoria di don Giuseppe Diana, ucciso mentre stava per celebrare la messa il 19 marzo 1994.

 

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - Focus.it

 

Torna poi a Milano, dopo 13 anni,la manifestazione nazionale organizzata da Libera e Avviso pubblico sotto l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica per celebrare la XXVIII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafieI nomi delle vittime, 1068, saranno letti in piazza Duomo. Risuoneranno i nomi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Cassarà,  Rocco Chinnici, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rosario Livatino, il giudice ragazzino venerato come beato e martire dalla Chiesa cattolica, Francesco Fortugno,  Boris Giuliano, Libero Grassi, Giuseppe Impastato, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Beppe Montana, Don Pino Puglisi, Antonino Scopelliti, Cesare Terranova. In tutto, senza dimenticarne nessuno sono 1068. Una vera e propria strage.

 

Martedì Libera Puglia a Milano per la XXVIII giornata della memoria e  dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia - Cronaca - Una  finestra sempre aperta su Bitonto - DaBitonto

 

Il corteo partirà da corso Venezia per arrivare in piazza Duomo. Saranno oltre 500 i familiari di vittime innocenti delle mafie che arriveranno nel capoluogo lombardo da tutta Italia per partecipare all'appuntamento. Dopo gli anni difficili della pandemia si potrà quindi colmare anche fisicamente le distanze e tradurre il "noi" che da sempre anima l'impegno di Libera in un grande e caloroso abbraccio rivolto a loro. 

Milano perché sono passati trent’anni sono passati trent’anni dalla strage in via Palestro (vicino al Padiglione di arte contemporanea) che provocò la morte di cinque persone, e dalla più grande inchiesta contro la corruzione politica, cioè Mani pulite. A Milano perché sono trascorsi dieci anni delle esequie di Lea Garofalo, che nel capoluogo lombardo si trasferì per fare crescere sua figlia come una donna libera. A Milano perché le mafie sono diffuse a livello nazionale e internazionale, soprattutto dove l’economia è florida e le occasioni di arricchimento più numerose e ricche.

Ma «a Milano leggeremo anche i nomi degli ultimi migranti morti a Cutro», ha detto don Luigi Ciotti, «perché riteniamo che dietro a quelle morti ci siano giochi di interessi e poteri forti, in una dimensione criminale che è sempre più ampia».

 

A Milano la manifestazione per le vittime della mafia: ecco quando

Le donne vittime della violenza mafiosa sono 133. Alcune sono donne colpite da proiettili vaganti, altre sono vittime di vendette trasversali, uccise per legami parentali con uomini di mafia, ma del tutto estranee agli affari del clan.

Sono, 115 i nomi di bambini uccisi dalle mafie. La più piccola è Caterina Nencioni, 50 giorniuccisa nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, a Firenze, dalle bombe di via dei Georgofili (foto sotto), insieme a tutta la sua famiglia e al giovane Dario Capolicchio.

 

Diretta web per ricordare la strage dei Georgofili - CorriereFiorentino.it

 

Tra i nomi inseriti in elenco negli ultimi anni, sono sempre più numerosi quelli di vittime internazionali. Come Derk Wiersum e Peter de Vries, uccisi ad Amsterdam per essere diventati avvocato e consigliere di fiducia di Nabil B., testimone chiave del processo contro Ridouan Taghi, boss della criminalità organizzata marocchino-olandese. In totale, le vittime internazionali sono 49.

Tra queste, soprattutto giovani migranti dall’Africa e dall’Europa dell’est, morti per mano del caporalato nelle campagne pugliesi e della provincia di Caserta. Ma anche magistrati, come Pierre Michel, attivisti come Luc Nkulula, e soprattutto giornalisti.

Redazione sintony.it