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25 Settembre 2026

Canone Rai, torna l’ipotesi del taglio

La Commissione Comunicazioni del Senato apre alla possibilità di ridurre l’importo, oggi fissato a 90 euro l’anno. Ma il taglio non è ancora deciso: servono condizioni eccezionali e risorse pubbliche per compensare le minori entrate della Rai

Il canone Rai potrebbe tornare a diminuire, ma per il momento non c’è alcun taglio già deciso. La possibilità emerge dalle modifiche alla riforma del servizio pubblico radiotelevisivo in discussione in Parlamento, che introducono le condizioni attraverso le quali in futuro potrebbe essere ridotto l’importo pagato dai cittadini. 

Attualmente il canone è pari a 90 euro all’anno, normalmente addebitati sulla bolletta elettrica in dieci rate da 9 euro, da gennaio a ottobre. Nel 2024 l’importo era stato temporaneamente portato a 70 euro, per poi tornare alla cifra precedente negli anni successivi. 

Il nuovo testo all’esame del Parlamento non stabilisce direttamente una riduzione. Prevede invece che un eventuale abbassamento possa avvenire soltanto in presenza di condizioni eccezionali e motivate e debba essere accompagnato da una relazione tecnica. Inoltre, le minori entrate derivanti dal canone dovrebbero essere compensate attraverso altre risorse pubbliche, in modo da garantire alla Rai un finanziamento adeguato e stabile. 

C’è poi un limite preciso: secondo il testo attuale, la diminuzione non potrebbe superare il 5% rispetto all’importo dell’anno precedente. Partendo dagli attuali 90 euro, il canone potrebbe quindi scendere al massimo di 4,50 euro, arrivando a 85,50 euro all’anno. 

Sul piano politico le interpretazioni all’interno della stessa maggioranza non coincidono. La Lega ha accolto la modifica come un passo verso la riduzione del canone, mentre Roberto Rosso, relatore della riforma insieme a Claudio Fazzone, entrambi di Forza Italia, ha precisato che la norma non determina automaticamente un taglio, ma stabilisce soprattutto come garantire le risorse alla Rai nel caso in cui un governo decidesse di ridurre la tassa. 

Critiche sono arrivate anche dall’opposizione. La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia ha osservato che, se la diminuzione del canone venisse compensata con altre risorse pubbliche, il finanziamento continuerebbe comunque a gravare sulla fiscalità generale. 

La partita, dunque, resta aperta. La riforma deve ancora completare il proprio percorso parlamentare e l’eventuale riduzione effettiva del canone richiederebbe ulteriori decisioni e la copertura delle risorse necessarie. Per ora, quindi, il canone Rai resta a 90 euro l’anno e l’ipotesi degli 85,50 euro rappresenta il massimo taglio consentito dal testo attualmente in discussione, non un nuovo importo già approvato.

 

 

 

@Redazione Sintony News