
Si aprirà il prossimo 4 novembre davanti al Tribunale di Roma il processo nei confronti di quattro persone accusate di aver rivolto gravi minacce all’attivista animalista Enrico Rizzi attraverso i social network. L’inchiesta nasce da una serie di messaggi intimidatori inviati dopo l’annuncio di una manifestazione organizzata a Cagliari per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della tutela degli animali e denunciare i maltrattamenti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la pubblicazione dell’evento avrebbe scatenato una violenta campagna d’odio online. Tra i contenuti contestati figurano presunte minacce di morte, messaggi vocali e fotografie di armi, oltre a frasi in cui si prospettava di impedire all’attivista di lasciare la Sardegna o addirittura di ucciderlo.
La gravità della situazione avrebbe portato le autorità ad adottare particolari misure di sicurezza durante la manifestazione, con l’intervento degli artificieri al momento dell’arrivo di Rizzi nella piazza destinata all’evento.
È stato lo stesso animalista a ricordare la vicenda sui propri canali social, spiegando di aver scelto di affidarsi alla giustizia senza alimentare ulteriormente il clima di tensione. «Ho denunciato, come dovrebbe fare ogni cittadino», ha scritto, sottolineando che il rinvio a giudizio rappresenta un segnale importante contro l’odio e le intimidazioni diffuse sul web.
Rizzi ha infine ribadito la volontà di proseguire il proprio impegno in difesa degli animali, assicurando che le minacce ricevute non hanno mai condizionato la sua attività e non lo faranno neppure in futuro.
@Redazione Sintony News