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29 Giugno 2026

Resort davanti Tavolara, l'1 luglio presidio a Cala Finanza

La multinazionale punta a trasformare un'area incontaminata di circa cinquanta ettari di fitta macchia mediterranea, compresa tra Cala Finanza e Punta La Greca, proprio di fronte allo spettacolare scenario dell'Isola di Tavolara

La battaglia per la salvaguardia di Cala Finanza entra nella sua settimana più calda e decisiva. Quello che inizialmente sembrava un braccio di ferro burocratico si è trasformato in una mobilitazione di popolo senza precedenti, capace di unire movimenti politici, associazioni ambientaliste, cittadini e istituzioni sarde in un unico grande "No" al progetto turistico d'élite calato dall'alto.

Mentre la petizione online lanciata dai cittadini e dal Gruppo di Intervento Giuridico (Grig) ha polverizzato ogni record superando lo straordinario traguardo delle centomila adesioni, l'attenzione è ora puntata sulle cruciali scadenze dei prossimi giorni, tra aule consiliari, spiagge e tribunali amministrativi.

A scatenare la durissima reazione del territorio è la portata dell'insediamento immobiliare proposto dalla Tavolara Bay s.r.l., società che fa capo alla multinazionale brasiliana Jhsf Participações, proprietaria del celebre marchio alberghiero di lusso Fasano.

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La multinazionale punta a trasformare un'area incontaminata di circa cinquanta ettari di fitta macchia mediterranea, compresa tra Cala Finanza e Punta La Greca, proprio di fronte allo spettacolare scenario dell'Isola di Tavolara. Il piano originario prevede un pacchetto extralusso di grandissimo impatto: un hotel a cinque stelle da 50 camere.

Trenta maxi-ville esclusive (con superfici comprese tra i 200 e i 500 metri quadri), un porticciolo turistico privato, ristoranti, centri commerciali e persino un campo da golf.

Il via libera formale all'operazione è arrivato direttamente dal Governo di Roma sfruttando le maglie larghe delle procedure semplificate della Zes (Zona Economica Speciale), che consentono il cambio di destinazione d'uso di una villa preesistente in ristorante e l'allestimento di un "glamping" con strutture amovibili. Una scorciatoia burocratica che ha letteralmente fatto saltare sulla sedia le comunità locali.

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La prima risposta istituzionale concreta arriverà domani, martedì 30 giugno. Il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, ha infatti convocato d'urgenza il Consiglio comunale con un obiettivo chiarissimo: revocare in autotutela la delibera approvata all'unanimità nel novembre del 2025.

Quel documento aveva autorizzato il passaggio dell'area di Cala Finanza da "Zona H" (tutela paesaggistica assoluta e inedificabilità) a "Zona F2" (aree destinate a insediamenti turistici minimi). Con la revoca di domani, l'amministrazione comunale intende ripristinare lo scudo protettivo totale sul litorale, blindando l'area da qualsiasi potenziale aumento di volumetria o futura concessione edilizia.

Scongiurato il rischio urbanistico in consiglio comunale, la protesta si sposterà fisicamente sulla sabbia. Per mercoledì 1° luglio, a partire dalle ore 10:00, il movimento indipendentista Liberu ha organizzato una grande manifestazione pacifica direttamente sulla spiaggia di Cala Finanza.

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«A Cala Finanza si giocano le sorti della Sardegna intera spiegano con fermezza i portavoce del movimento, che da settimane portano avanti lo slogan "Cala Finanza non si tocca". Questa non è una vertenza locale, ma una battaglia di tutto il popolo sardo per difendere l'integrità del nostro litorale dall'assalto della speculazione estera».

La settimana di passione per il futuro della costa gallurese troverà poi il suo naturale compimento l'8 luglio, data in cui è stata fissata l'udienza davanti al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale). I giudici dovranno esprimersi sul ricorso d'urgenza presentato dalla Regione Sardegna guidata da Alessandra Todde, decisa a impugnare i decreti della Zes governativa per ribadire la sovranità urbanistica dell'isola sulle proprie coste.

 

@Redazione Sintony News