
Gianni Alemanno è tornato in libertà e, all’uscita dal carcere di Rebibbia, ha affidato alle sue prime dichiarazioni un duro atto d’accusa nei confronti del sistema carcerario italiano. L’ex sindaco di Roma, accolto da numerosi sostenitori del movimento politico Indipendenza, ha sostenuto di aver trascorso diciotto mesi di detenzione pur ritenendosi estraneo alle accuse che lo hanno portato in carcere.
Davanti ai giornalisti e ai militanti radunati all’esterno dell’istituto penitenziario, Alemanno ha descritto l’esperienza vissuta dietro le sbarre come un periodo particolarmente difficile, soffermandosi soprattutto sulle condizioni del sistema detentivo italiano.
Secondo l’ex primo cittadino della Capitale, il carcere rappresenterebbe una realtà problematica che non garantisce adeguate opportunità di reinserimento sociale per chi ha scontato la propria pena.

L’uscita da Rebibbia si è trasformata in un momento di forte partecipazione per i suoi sostenitori, che lo hanno accolto con applausi, cori e manifestazioni di vicinanza. Tra gli slogan scanditi dalla folla anche richiami al suo percorso politico e personale.
Alemanno, che ha guidato Roma dal 2008 al 2013, ha annunciato di voler tornare subito all’attività pubblica e politica. In serata è infatti previsto un incontro con il generale Roberto Vannacci, rientrato appositamente a Roma da Bruxelles per salutarlo.
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