News

Attualità
15 Giugno 2026

Incendi in Sardegna, ecco come intervenire in caso di avvistamento di fiamme o fumo

Il bilancio dell’ultimo anno conferma migliaia di ettari bruciati nell’Isola. Numeri utili, comportamenti corretti in caso di incendio, impatto sulla fauna

Nel 2025 la Sardegna si conferma tra i territori più esposti agli incendi boschivi, con 3.752 ettari andati in fumo in soli 57 roghi di maggiore intensità. Un dato che evidenzia la vulnerabilità dell’Isola, soprattutto nei mesi estivi e nelle aree caratterizzate da vegetazione secca, forti venti e temperature elevate. A livello nazionale, il fenomeno assume dimensioni ancora più ampie: nello stesso anno sono complessivamente bruciati 94.070 ettari di territorio, quasi il doppio rispetto ai 50.525 del 2024, segnalando un peggioramento marcato della situazione.

È quanto emerge dal report di Legambiente presentato all’VIII Forum Foreste, che fotografa un’Italia ancora fortemente esposta al rischio incendi, con una distribuzione territoriale disomogenea ma una netta concentrazione nel Sud. Le regioni più colpite risultano Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata, che concentrano la maggior parte delle superfici distrutte.

Il fenomeno si inserisce in un contesto climatico sempre più estremo. L’estate 2025 è stata infatti tra le più calde mai registrate in Italia dal 1950, con un’anomalia termica di circa +1,62°C secondo i dati Copernicus.

In Sardegna il sistema di contrasto agli incendi si basa su una rete organizzata che coinvolge il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile regionale, l’Agenzia Forestas, l’ARPAS e il volontariato antincendio. A questo dispositivo si affianca il rafforzamento della componente aerea, elemento decisivo nelle operazioni di spegnimento.

In vista della fase più intensa della campagna antincendio boschivo, è previsto l’arrivo sull’Isola di tre Canadair della flotta nazionale, destinati a potenziare gli interventi nelle situazioni di emergenza più complesse. Parallelamente, la Protezione civile regionale ha disposto l’impiego progressivo di due elicotteri Super Puma, operativi nelle basi di Fenosu e Alà dei Sardi secondo una programmazione stagionale che consente una copertura più efficace del territorio.

Accanto alla risposta operativa, un ruolo fondamentale è svolto dalla prevenzione e dal comportamento dei cittadini. Molti incendi, infatti, hanno origine da azioni umane accidentali o da scarsa attenzione alle norme di sicurezza. Per questo motivo è essenziale adottare comportamenti responsabili, evitando ad esempio di accendere fuochi non autorizzati, di gettare mozziconi di sigaretta o di utilizzare strumenti che possano generare scintille in aree a rischio.

Protezione civile regionale: schierati i Super Puma e avviato il percorso formativo sulla sicurezza per i volontari

In caso di avvistamento di un incendio è fondamentale agire tempestivamente. Le autorità raccomandano di contattare immediatamente i numeri di emergenza 115 (Vigili del Fuoco), 1515 (Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale) oppure il 112, numero unico europeo per le emergenze. È importante segnalare con precisione la posizione dell’incendio e allontanarsi subito dall’area interessata, senza tentare interventi autonomi che potrebbero risultare pericolosi.

Durante un incendio la priorità è sempre la sicurezza personale. Non bisogna avvicinarsi alle fiamme o al fumo, non attraversare aree interessate dal rogo e seguire sempre le indicazioni delle squadre di soccorso. In caso di evacuazione è fondamentale mantenere la calma, abbandonare l’area seguendo vie sicure e non ostacolare in alcun modo l’arrivo dei mezzi di emergenza.

Gli incendi boschivi rappresentano una delle minacce più gravi per la fauna selvatica e per la biodiversità. Secondo il WWF, negli ultimi anni in Europa gli eventi estremi legati al fuoco hanno contribuito a una forte perdita di habitat naturali, con conseguenze dirette sulla sopravvivenza di numerose specie. Gli animali non solo rischiano di essere intrappolati dalle fiamme, ma subiscono anche gli effetti indiretti del fumo, della distruzione dei rifugi e della riduzione delle risorse alimentari.

Il problema non riguarda soltanto le singole emergenze, ma l’intero equilibrio degli ecosistemi. La perdita di aree boschive compromette infatti la biodiversità e può portare alla scomparsa locale di specie già vulnerabili. In aree come il Mediterraneo, dove la pressione climatica è più forte, il WWF sottolinea come l’aumento delle temperature e la siccità prolungata stiano amplificando la frequenza e l’intensità degli incendi, rendendo sempre più difficile la rigenerazione naturale dei territori colpiti.

In Sardegna, il rischio è particolarmente rilevante: specie endemiche e fauna locale possono subire danni irreversibili quando gli incendi colpiscono aree ripetutamente già stressate dal punto di vista ambientale. La perdita di habitat non riguarda solo il presente, ma influisce anche sulla capacità degli ecosistemi di rigenerarsi nel lungo periodo, con effetti che possono durare anni.

La Sardegna, pur non essendo la regione più colpita in termini assoluti, resta un’area ad alto rischio, dove la prevenzione, la rapidità degli interventi e la consapevolezza dei cittadini risultano elementi decisivi per limitare i danni e proteggere il patrimonio naturale dell’Isola.

 

 

 

 

@Letizia Demontis