
La Polizia della Saona e Loira, nella Francia orientale, ha diffuso un messaggio attraverso la propria pagina Facebook per avvisare gli automobilisti di prestare particolare attenzione durante la guida nelle aree boschive. In queste zone, infatti, è possibile imbattersi in animali selvatici che manifestano comportamenti anomali, descritti in modo informale come “intossicati”.
Secondo quanto spiegato dalle autorità, in questo periodo alcuni esemplari possono ingerire frutti fermentati o vegetali in decomposizione nei quali si sviluppa naturalmente alcol. Tale fenomeno può provocare uno stato simile all’ebbrezza, con conseguenti difficoltà di coordinazione e reazioni imprevedibili.
Non è raro, quindi, che un capriolo attraversi improvvisamente la carreggiata, compia movimenti insoliti o sembri quasi “danzare” prima di perdere l’equilibrio e cadere a terra, senza riuscire a rialzarsi nell’immediato.
Si tratta di un comportamento involontario, legato a uno stato alterato e non a un atteggiamento intenzionale o giocoso. A supporto della segnalazione, la polizia ha diffuso anche un filmato in cui un capriolo ruota su sé stesso fino a crollare al suolo esausto.
Il messaggio delle forze dell’ordine evidenzia come questa condizione possa aumentare sensibilmente il rischio di incidenti stradali, poiché gli animali possono attraversare la carreggiata all’improvviso e muoversi in modo scoordinato.
Tra le specie più coinvolte figurano soprattutto caprioli e cervi, sia per le dimensioni sia per la diffusione nelle aree interessate.
Per questo motivo, viene raccomandato agli automobilisti di ridurre la velocità quando percorrono tratti immersi nella vegetazione. L’avviso è stato accompagnato anche da un tono ironico: “Se Bambi ha esagerato con l’aperitivo nel bosco, forse non è il caso di guidare come se la strada fosse tutta vostra”.

Dal punto di vista biologico, l’alcol presente nei frutti fermentati viene assorbito dagli animali che si nutrono di frutta e nettare. La capacità di metabolizzare l’etanolo dipende dalla presenza di un enzima specifico, legato a un gene non presente in tutte le specie.
Gli esseri umani dispongono di questo meccanismo di smaltimento, mentre animali come cani, mucche ed elefanti ne sono privi e risultano quindi molto più vulnerabili agli effetti dell’alcol.
In ogni caso, l’indicazione finale resta invariata: indipendentemente dalle condizioni, è fondamentale guidare con prudenza e rallentare per evitare possibili impatti con la fauna selvatica.
@Letizia Demontis