
Il progressivo spopolamento e la crisi demografica che da anni stringono la Sardegna in una morsa continuano a presentare il conto più salato al sistema scolastico regionale. Le preiscrizioni in vista dell'avvio dell'anno scolastico 2026-2027, previsto per il prossimo settembre, delineano un quadro persino peggiore rispetto alle già pessimistiche previsioni del passato.
Le aule sarde si svuoteranno di altri 5.591 alunni in un solo colpo. Si tratta di un dato peggiore di ben cinquecento unità rispetto alle perdite dell'anno scorso e inferiore di cento iscritti persino rispetto al 2024, che fino a oggi deteneva il record negativo degli ultimi otto anni.
Il dato annuale, se inserito in una prospettiva a lungo termine, assume i contorni di una vera e propria emergenza sociale. Ai 5.600 studenti persi quest'anno si sommano infatti i 10.500 svaniti nel biennio precedente e i circa 20.000 registrati in meno a partire dal 2018.

Il bilancio complessivo dell'ultimo ottennato fotografa una perdita superiore ai 35.000 iscritti. In termini comparativi, è come se dall'atlante scolastico regionale fosse improvvisamente scomparsa l'intera popolazione di un capoluogo come Nuoro o Oristano, o quasi un terzo degli abitanti di Sassari.
Un tracollo che ha polverizzato le stime prudenziali formulate prima della pandemia, accelerate dal crollo verticale delle nascite che sta portando alla drastica riduzione della fascia d'età compresa tra zero e sei anni.
A differenza del passato, quando la tenuta delle scuole superiori compensava parzialmente lo svuotamento delle primarie, la flessione del 2026 non risparmia alcun percorso di studi. Da settembre la popolazione scolastica sarda sarà composta complessivamente da 166.042 studenti, così ripartiti nei vari cicli:
La scuola dell'Infanzia (3-6 anni), 17.880 iscritti (erano oltre 18.500 un anno fa). Sintomatico il fatto che i bambini sotto i 4 anni siano appena 6.246.
Scuola Primaria (6-11 anni): 45.972 iscritti. È il settore che accusa il colpo più duro, con quasi tremila alunni in meno rispetto al settembre 2025. Le prime classi conterranno appena 8.136 remigini, ben 1.700 in meno rispetto agli studenti che frequenteranno la quinta.

Secondaria di primo grado (ex Medie): 34.296 iscritti, con una flessione di circa 900 unità.
Secondaria di secondo grado (ex Superiori): 67.894 iscritti, che evidenziano una perdita netta di 1.500 studenti in dodici mesi.
Se nel resto d'Italia si combatte storicamente contro il sovraffollamento delle aule, la Sardegna si trova a gestire il problema diametralmente opposto. Sulla base di questi numeri verranno calibrati gli organici dei docenti e del personale ATA per il prossimo autunno, ma l'impatto organizzativo è già evidente.
In numerosi centri dell'Isola sarà matematicamente impossibile istituire le prime classi della scuola primaria per totale mancanza di bambini. Nelle realtà in cui ragioni logistiche e di isolamento geografico impongono la salvaguardia del punto scuola presidiando il territorio, si sta andando incontro alla formazione di micro-classi composte da appena 11, 13 o in casi limite soltanto 8 alunni. Per evitare il trasferimento dei piccoli verso i comuni vicini, l'istituzione della pluriclasse – che raggruppa in un'unica aula bimbi di età e programmi differenti – sta diventando sempre più l'estrema e frequente risorsa per garantire il diritto allo studio nelle comunità interne.
@Redazione Sintony News