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11 Maggio 2026

Fabio Concato torna sul palco dopo la malattia

Il cantautore milanese annuncia il ritorno ai concerti: "Da certe cose non si guarisce mai, si tengono sotto controllo”. Ripartenza da Milano e Roma

C’è un’eleganza che non svanisce nemmeno sotto i colpi più duri del destino, ed è quella di Fabio Concato. Dopo quasi un anno di assenza forzata dalle scene, il cantautore milanese ha finalmente sciolto le riserve, annunciando il suo attesissimo ritorno. Lo fa l’11 maggio al Teatro Nazionale della sua Milano, per poi scendere a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il 24 maggio.

Dietro questo ritorno c'è un percorso tortuoso, segnato da un tumore che la scorsa estate aveva fatto temere per la sua vita. Ma nelle parole affidate a La Repubblica, Concato non cerca l'enfasi della vittoria eroica: parla, invece, con la consueta e rassicurante sobrietà.

FABIO CONCATO IN CONCERTO

Il "poeta della gentilezza" della musica italiana ha confessato che il timore più grande non è stato l'addio alla vita, ma il cambiamento che la malattia avrebbe potuto imprimere sul suo corpo e sulla sua voce:

«Temevo di uscirne stortignaccolo, di dover reimparare a parlare. Da certe cose non si guarisce mai del tutto, le si tiene sotto controllo. Per ora guido, cammino, ricordo. E soprattutto canto: ho fatto le prove, sono quello di prima».

Fino a un mese fa, l'idea di appendere il microfono al chiodo era una possibilità concreta. Poi, la voglia di ritrovare quel pubblico che considera una famiglia ha avuto la meglio, seppur con una nuova consapevolezza: basta ritmi frenetici, niente "spremute" estive, solo incontri scelti e ritmi più umani.

In un momento di acceso dibattito sul sistema sanitario, Concato si schiera con forza a favore della sanità pubblica. Il cantautore ha espresso profonda gratitudine verso l'Istituto Tumori e l'Istituto Besta, elogiando la competenza e l'umanità del personale che lo ha seguito.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un ringraziamento speciale è andato alla ricerca scientifica: «L'immunoterapia è fantastica perché non distrugge le cellule indiscriminatamente, ma le colpisce in modo mirato. Curarsi è diventato il mio primo lavoro».

Durante i mesi di isolamento e cure, la vicinanza degli amici è stata un pilastro. Tra i tanti messaggi ricevuti, Concato ha citato con affetto quello di Eros Ramazzotti, che gli è rimasto accanto con discrezione e costanza.

La scelta di ricominciare da Milano non è un caso: «È la città a cui devo tutto». 

 

@Redazione Sintony News