
Non è più solo un’ipotesi accademica, ma una possibilità operativa che il Governo sta valutando con estrema attenzione. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista al Corriere della Sera, ha lanciato un monito che riporta il Paese a atmosfere che ricordano da vicino sia l’austerity degli anni '70 che le restrizioni del 2020: se la crisi in Medio Oriente non dovesse rientrare, l'Italia potrebbe trovarsi costretta a "chiudere molto" nel giro di appena trenta giorni.
Il blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, arteria vitale per le forniture mondiali, e il conflitto contro l'Iran stanno mettendo a nudo la fragilità delle nostre riserve. Come ammesso dalla Presidenza del Consiglio, l'autonomia energetica nazionale non è sufficiente a garantire il normale stile di vita e di produzione senza i flussi abituali.

In attesa che l'Unione Europea definisca una strategia comune per "lo scenario peggiore", il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, sta già rispolverando i protocolli d'emergenza già testati nel 2022. Se il flusso di gas dovesse rallentare entro le prossime tre settimane, scatterebbero misure di contenimento forzato.
Le ipotesi sul tavolo. L’estate 2026 potrebbe iniziare sotto il segno del risparmio. Si ipotizza l'obbligo di alzare di un grado la temperatura minima dei climatizzatori e di ridurne l'accensione di almeno un'ora al giorno.

Per abbattere i consumi legati alla mobilità e al riscaldamento degli uffici, il Governo valuta il ritorno massiccio al lavoro da remoto per la Pubblica Amministrazione e incentivi per il settore privato.
Riduzione dell'illuminazione pubblica, spegnimento dei fari sui monumenti e nelle aree monumentali per risparmiare preziosi kilowattora.
Rimodulazione dei turni o rallentamenti produttivi per filiere critiche come l'acciaio e la meccanica pesante.
Un ritorno al passato per limitare l'uso di carburante privato.
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La crisi riaccende lo scontro sulle strategie di approvvigionamento. Mentre una parte della maggioranza spinge per un'accelerazione drastica sulle rinnovabili e un ritorno temporaneo al carbone per sopperire alla mancanza di gas, la Lega torna a proporre una soluzione diplomatica per ripristinare le forniture di metano dalla Russia, ipotesi finora rimasta ai margini a causa del contesto geopolitico.
"I margini di manovra sono limitati se non si agisce in modo coeso con l'Europa", ha avvertito Crosetto. Tuttavia, la rapidità con cui si sta deteriorando la situazione nel Golfo potrebbe obbligare l'Italia a decisioni unilaterali per evitare il collasso del sistema.
Il termine "razionamento" non è più un tabù. Sebbene il commissario UE all'Energia abbia dichiarato che non siamo ancora al punto di non ritorno, la preparazione agli scenari più bui è già avviata. Il timore è che il "lockdown energetico" diventi l'unica via per tutelare i servizi essenziali — ospedali, sicurezza e logistica alimentare — sacrificando tutto ciò che non è considerato strategico
@Redazione Sintony News