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2 Aprile 2026

Caso Bello Figo: il trapper a processo per violenza sessuale su una minorenne

Il racconto della vittima delinea un quadro inquietante: una volta nel camerino, il trapper avrebbe tentato un approccio fisico dal quale la quindicenne sarebbe riuscita a sottrarsi solo con fatica

Dalle provocazioni virali sul web alle pesanti aule di giustizia. Paul Yeboah, meglio conosciuto come Bello Figo, è finito a processo presso il Tribunale di Bergamo con l'accusa di violenza sessuale. A puntare il dito contro l'artista è una ragazza che, all'epoca dei fatti contestati nel 2023, aveva soli 15 anni.

L'episodio, che sta scuotendo il mondo dei social e della musica trap, risale alla notte tra il 6 e il 7 gennaio 2023 a Treviolo, nella bergamasca. Secondo la ricostruzione della parte lesa, la giovane sarebbe stata invitata dal cantante a un "after party" e successivamente condotta all'interno di un camerino.

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Il racconto della vittima delinea un quadro inquietante: una volta nel camerino, il trapper avrebbe tentato un approccio fisico dal quale la quindicenne sarebbe riuscita a sottrarsi solo con fatica. La denuncia riporta inoltre un dettaglio degradante: per poter uscire e allontanarsi, un addetto alla sicurezza le avrebbe chiesto "un bacio" in cambio della libertà di passaggio.

Ma l'incubo non sarebbe finito quella notte. Nei giorni successivi, la giovane ha denunciato la diffusione sui canali social dell'artista di alcune sue fotografie accompagnate da commenti offensivi e sgradevoli, una sorta di gogna mediatica che ha aggravato il trauma dell'accaduto.

In aula, la difesa di Paul Yeboah ha adottato una linea volta a ridimensionare l'entità dei fatti. Gli avvocati del trapper hanno parlato di un "fugace palpeggiamento", cercando di derubricare l'episodio a una condotta di minore gravità.

Bello FiGo | Zero

Il cantante, dal canto suo, nega fermamente l'accusa di violenza, pur ammettendo di aver pubblicato online contenuti discutibili riguardanti la ragazza dopo l'incontro. Un tentativo di conciliazione è già naufragato: la difesa ha offerto un risarcimento di 2.500 euro, cifra che la vittima e i suoi legali hanno prontamente rifiutato, preferendo proseguire la battaglia legale per accertare la verità.

L'iter giudiziario non sarà breve: il tribunale ha aggiornato l'udienza al prossimo 8 ottobre, data in cui verranno ascoltati ulteriori testimoni per far luce su quanto accaduto in quel camerino di Treviolo. Se le accuse venissero confermate, per Bello Figo le conseguenze legali potrebbero essere severissime, segnando un punto di non ritorno per la sua carriera.

 

@Redazione Sintony News